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 Lo Studio Pagamenti CRIBIS D&B: come sono cambiate nel 2010 le abitudini di pagamento delle imprese europee nei confronti dei propri fornitori
Lo Studio Pagamenti CRIBIS D&B: come sono cambiate nel 2010 le abitudini di pagamento delle imprese europee nei confronti dei propri fornitori 
La crisi ha cambiato radicalmente il modo di fare business: è diventato fattore essenziale intercettare i segnali deboli in modo da conoscere bene le imprese con le quali intraprendere relazioni commerciali senza avere spiacevoli sorprese.
Nello scenario attuale condividere le informazioni sui pagamenti, all’interno di strumenti affidabili, neutri ed oggettivi, risulta un’operazione necessaria.

Lo Studio Pagamenti CRIBIS D&B illustra lo scenario dei pagamenti delle imprese europee nel 2010 in relazione sia al pagamento puntuale sia ai ritardi gravi e superiori ai 90 giorni medi.

A livello europeo il dato fondamentale che emerge dallo Studio Pagamenti indica che in molti paesi come Regno Unito, Spagna, Portogallo, Polonia e Italia si è assistito a una costante e generale riduzione dei pagamenti alla scadenza.
Nel 2010 la media europea di imprese puntuali nel pagamento delle fatture dei propri fornitori è stata del 40,4%, mentre la percentuale di quelle che hanno pagato con un ritardo fino a 30 giorni è stato di poco inferiore al 51% del totale. L’Italia è scesa al di sotto della media europea con il livello più basso dal 2007 con il 37,5% per pagamenti alla scadenza e del 57% per ritardi ai 30 giorni.

Più critica la situazione della Polonia, del Regno Unito e del Portogallo: il gap con il dato medio europeo raggiunge, infatti, i 10,8 punti percentuali per il primo, i 15,7 per il secondo e i 19 per il terzo.

Il ritardo più grave (oltre i 90 giorni medi) riguarda il 2,9% delle imprese in Europa, che recupera 2,9 punti percentuali sull’anno precedente e raggiunge il valore più contenuto degli ultimi anni. All’interno di questo contesto, il livello maggiore di gravi ritardatari (oltre 90 giorni medi) spetta alla Spagna che, con una quota del 10,7% del totale, si distanzia di quasi otto punti percentuali dalla media europea. Male anche Polonia e Portogallo, con il 9,8% e il 10,5% di imprese che regolano le transazioni commerciali con un ritardo superiore ai 90 giorni rispetto ai termini pattuiti.

Ottima situazione invece per Francia e Belgio per i quali si registra, rispettivamente, l’1,4% e l’1,6% nella classe di ritardo considerata.


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