Durante la prima giornata, Emanuela Falcone, Senior Marketing Specialist di CRIBIS D&B, è stata invitata ad illustrare le problematiche relative al rischio a cui sono sottoposte le aziende operanti sui mercati esteri.
Sono stati analizzati i dati dei maggiori paesi partner delle aziende presenti, che negli ultimi anni hanno intensificato l'interscambio commerciale nell’area adriatica, quali Slovenia, Croazia, Albania e Serbia.
Si è discusso del livello di rischio dei paesi, raggruppandoli in nazioni a basso rischio (principalmente stati membri UE o candidate ufficialmente), e nazioni a rischio moderato (potenziali candidati per entrare nell’UE).
Tra i paesi a basso rischio, Slovenia e Croazia, e tra quelli a rischio moderato, Serbia e Albania, sono state le nazioni che dal 1994 ad oggi hanno mostrato un progressivo trend di miglioramento della rischiosità.
L’analisi delle abitudini di pagamento delle aziende di questi paesi ha evidenziato che esiste una correlazione tra livello di rischiosità di una nazione e ritardo medio nei pagamenti .
Per “rischio internazionale” si intende la compresenza di due fattori principali: il Rischio Nazione, valutato attraverso il profilo politico-economico e il Rischio Azienda,che si basa su dati finanziari, struttura, settore di provenienza e anni di presenza sul mercato.
In particolare il Rischio Nazione è la sintesi di quattro macro-componenti, quali:
1) rischio politico: stima del livello di sicurezza interno ed esterno e del panorama politico per accertare che sussistano le condizioni per poter intraprendere un business;
2) rischio macroeconomico: attraverso la valutazione di indicatori statistici come tasso d’inflazione e crescita economica si verifica se la nazione è in grado di garantire un tasso di sviluppo economico adeguato;
3) rischio commerciale: è legato a competenze giudiziarie, trasparenza regolamentare e livello di corruzione e permette di capire come il contesto interno faciliti le transazioni commerciali;
4) rischio economico esterno: valuta il saldo commerciale, riserva in valuta e ammontare del debito estero con lo scopo di stimare la capacità di un paese di tener fede agli impegni verso l’estero.
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