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 Crisi, cash management e puntualità nei pagamenti: i comportamenti delle aziende italiane
Crisi, cash management e puntualità nei pagamenti: i comportamenti delle aziende italiane 

Milano, 27/10/2009

Dal 2007 ad oggi la percentuale dei “buoni pagatori”, ovvero delle aziende italiane puntuali nei pagamenti con i propri fornitori, è scesa di circa dieci punti percentuali. Un dato, questo, che conferma le difficoltà che da mesi stanno vivendo le nostre imprese, schiacciate da una crisi economica che non accenna ad allentare la morsa. Infatti, se nel 2007 il 50,41% delle aziende saldava i propri debiti commerciali entro i termini stabiliti, nel 2008 la percentuale è scesa al 48,55% per poi precipitare - letteralmente - nel corso dei primi nove mesi del 2009 fino a raggiungere l'attuale 41,87%. E non è tutto. Ben il 54,20% delle aziende italiane, infatti, ha peggiorato la propria performance di pagamento rispetto al 2007. Nello specifico, a fronte di un 32,06% di aziende che ha mantenuto invariate le proprie abitudini di pagamento, solo il 13,74% le ha migliorate nel corso degli ultimi 2 anni. Questo, in sintesi, lo scenario disegnato dall’Osservatorio sull'andamento dei pagamenti aziendali in Italia - che verrà aggiornato più volte nell'arco dell'anno - realizzato da CRIBIS D&B, società specializzata nella business information nata dalla recente acquisizione di D&B Italia da parte di CRIF, gruppo leader nei sistemi di informazioni creditizie e di supporto decisionale.

LE ABITUDINI DI PAGAMENTO MEDIE DELLE AZIENDE ITALIANE

Fonte CRIBIS D&B

I dati integrali sullo stato di salute delle aziende italiane sono stati presentati da Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B, nel corso dell'incontro “Cash management, credito commerciale, comportamenti di pagamento: come è cambiata la finanza aziendale nel 2009”, un appuntamento rivolto ai decision maker dell'area finanziaria e delle vendite con lo scopo di analizzare il comportamento delle aziende durante la crisi, evidenziare le opportunità di business e condividere le idee e le esperienze nel credit management. Tra gli altri temi affrontati, il rapporto tra Basilea II e le imprese, i rapporti commerciali B2B e verso la pubblica amministrazione, gli impatti nel processo di internazionalizzazione.

I settori in cui oggi si registra il numero più elevato di aziende “buone pagatrici” (cioè che pagano puntualmente alla scadenza dei termini) sono agricoltura, foreste, caccia e pesca (con una quota del 47,3%), servizi finanziari (con il 46,1%). Il settore dei servizi finanziari raccoglie, all’estremo opposto, anche la maggiore percentuale di aziende che pagano con grave ritardo (superiore a 120 giorni), raggiungendo quasi l’8%. Rispetto al 2007 le imprese che appartengono ai settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso hanno visto peggiorare le proprie performance di pagamento in modo superiore alla media. E ancora, se in termini dinamici negli ultimi due anni le aziende di tutte le dimensioni hanno visto calare le proprie performance medie di pagamento, sono le imprese più piccole le più virtuose: la percentuale di aziende che paga puntualmente diminuisce infatti all’aumentare del fatturato. Ciò significa che mentre le PMI si sforzano di rispettare i termini dei contratti, le aziende con un fatturato più alto, e quindi con più potere contrattuale, si prendono maggiori libertà sui tempi di pagamento.


 


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