Osservatori
STUDIO PAGAMENTI 2026: i risultati della 22ª edizione dell’Osservatorio CRIBIS
Cribis presenta i risultati della ventiduesima edizione dell’osservatorio che confronta le abitudini di pagamento delle imprese in 37 Paesi del mondo
Il divario tra Nord e Sud Europa si conferma strutturale, mentre l’Italia perde rispettivamente cinque e quattro posizioni nella classifica europea e mondiale delle nazioni più virtuose
Lo Studio Pagamenti 2026 di CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nel fornire informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese, presentato oggi agli IBM Studios di Milano, fotografa un'Europa dei pagamenti sempre più divisa e un’Italia in cui la percentuale di aziende che pagano alla scadenza(entro trenta giorni) cala di 1,7 punti percentuali rispetto al 2024, mentre il numero di aziende con ritardi gravi (oltre i novanta giorni) diminuisce di 0,3 punti percentuali.
Lo Studio Pagamenti è considerato il principale osservatorio italiano sul credit management ed è basato su oltre 2 miliardi di esperienze di pagamento raccolte attraverso la rete CRIBIS iTrade in 37 paesi del mondo che rappresentano oltre il 90% del PIL. Lo studio analizza e confronta le abitudini di pagamento delle imprese in Italia e nel mondo, evidenziando un quadro complessivamente frammentato.
Nel Nord Europa, Danimarca (94,9%), Polonia (86,6%) e Paesi Bassi (74,7%) si confermano ai vertici mondiali della puntualità dei pagamenti. Al Sud, il quadro resta più variegato, con Ungheria (75,8%) e Slovenia (53,3%) che registrano le quote più elevate di pagamenti puntuali, mentre Bulgaria e Grecia mostrano livelli significativamente inferiori. Quest’ultima, tuttavia, ha registrato un netto miglioramento rispetto al 2024 (+9,2%).
In Italia la percentuale di aziende che pagano con puntualità è pari al 43,4%, in calo di 1,7 punti percentuali rispetto al 2024, mentre la percentuale di aziende con ritardi gravi diminuisce di 0,3 punti percentuali ed è pari al 4,1%. Il nostro Paese si posiziona al ventunesimo e al ventottesimo posto nelle classifiche europee e mondiali delle nazioni più virtuose (lo scorso anno eravamo rispettivamente al sedicesimo e al ventiquattresimo posto).
A livello globale emergono dinamiche differenziate anche tra le principali economie. Gli Stati Uniti (60,3%) mostrano un quadro complessivamente stabile, con una buona tenuta della puntualità nei pagamenti, segnale di una domanda interna resiliente e di condizioni di liquidità ancora solide per le imprese. La Cina, invece, evidenzia livelli di puntualità più contenuti (57,4%), riflettendo un contesto economico più complesso e una maggiore variabilità nei comportamenti di pagamento lungo le filiere produttive.
Europa Settentrionale: virtuosità diffusa, ma emergono casi anomali
L'Europa settentrionale si conferma l'area più virtuosa del continente. La Danimarca guida la classifica con il 94,9% di pagamenti alla scadenza, consolidando il primato raggiunto nelle edizioni precedenti. Seguono Polonia (86,6%), Paesi Bassi (74,7%) e Svizzera (68,5%).
Tra i casi più rilevanti dell’area spicca il Lussemburgo, che registra un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente passando dal 41,5% del 2024 al 54,8%.
Un andamento che potrebbe essere coerente anche con gli effetti di un contesto monetario relativamente più favorevole e con una maggiore capacità di assorbimento del sistema finanziario, fattori che possono aver contribuito a un recupero della liquidità nel tessuto economico.
Di segno opposto l'Irlanda: il Paese subisce la flessione più marcata dell'area con un -12,8% e si ferma al 45,5%. Un calo spiegabile con il "doppio binario" dell'economia irlandese: il PIL aggregato, trainato dalle multinazionali farmaceutiche e tech, non necessariamente si traduce in maggiore liquidità per le PMI locali, esposte a costi operativi elevati e alle persistenti tensioni del mercato immobiliare. Il Belgio mostra invece segnali di miglioramento segnando +9,2%, raggiungendo il 47,3%: il Paese beneficia di meccanismi di indicizzazione automatica dei salari all'inflazione, uno strumento raro in Europa che protegge il reddito reale delle imprese e può ridurre le pressioni di liquidità lungo la catena dei pagamenti.
Europa Meridionale: Grecia in recupero, Bulgaria caso critico
Il panorama dell'Europa meridionale rimane frammentato. Ungheria (75,8%) e Slovenia (53,3%) guidano il gruppo, mentre il resto dell'area si attesta su livelli ben più bassi: Francia 46,5%, Turchia 46,4% e Spagna 45,9% e Italia 43,4%.
Il dato più positivo dell'area è la Grecia, che registra il miglioramento più marcato nei pagamenti alla scadenza rispetto al 2024, portandosi al 34,1% (+9,2%). Un recupero coerente con il contesto macroeconomico: la crescita del PIL proiettata oltre il 2% nel 2025-2026, il risanamento del sistema bancario (NPL ai minimi storici) e l'afflusso di fondi UE hanno infuso fiducia al tessuto imprenditoriale greco.
All'opposto si trova la Bulgaria, che registra l'incremento più elevato dei ritardi gravi nell'intera Europa: +6,6% rispetto al 2024, raggiungendo quota 9,6%. Insieme a Portogallo (20,2%) chiude anche la classifica europea dei pagatori puntuali.
America: stabilità negli Stati Uniti, segnali di criticità in Messico
Nel Nord America il quadro dei pagamenti si mantiene complessivamente stabile. Gli Stati Uniti registrano una quota di pagamenti puntuali pari al 60,3%, confermando una buona tenuta del sistema economico e della liquidità delle imprese. Il Canada mostra dinamiche sostanzialmente in linea con l’anno precedente (42,3%), mentre il Messico evidenzia un peggioramento sia nella puntualità (-4,3% rispetto al 2024) sia nei ritardi gravi (+3,4% rispetto al 2024), segnalando un aumento delle tensioni finanziarie lungo le filiere.
Asia: miglioramenti selettivi e peggioramenti marcati
In Asia emerge un panorama fortemente eterogeneo, con andamenti dei pagamenti molto diversi da Paese a Paese. Alcuni mercati mostrano segnali di miglioramento, come la Thailandia, dove i pagamenti alla scadenza salgono al 74,8% (+20,4 punti percentuali rispetto al 2024), e la Cina, che registra un lieve aumento della puntualità al 57,4% e una riduzione dei ritardi gravi al 3,2%. Anche l’India evidenzia un calo dei ritardi gravi, scesi al 6,8% dall’8,4%, mentre Israele mostra variazioni più contenute.
Accanto a questi segnali positivi, restano però situazioni più critiche. Le Filippine mostrano il peggioramento più netto dell’area, con i pagamenti alla scadenza in forte calo al 61,2% rispetto all’81,4% del Q4 2024 e i ritardi oltre 90 giorni in aumento al 14,2%. Taiwan si conferma tra i Paesi più solidi, con il 72,4% di pagamenti puntuali e ritardi gravi quasi nulli (0,2%), mentre Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti mantengono livelli di puntualità più contenuti, pur con quote di ritardi oltre 90 giorni relativamente contenute.
Note metodologiche
Lo Studio Pagamenti è l'Osservatorio trimestrale di CRIBIS sui comportamenti di pagamento delle imprese italiane e internazionali. I dati vengono raccolti attraverso CRIBIS iTrade, il più grande network mondiale sui pagamenti, con oltre 2 miliardi di esperienze raccolte su più di 700 settori in 37 Paesi che coprono oltre il 90% del PIL mondiale. I dati dell'edizione 2026 sono riferiti al Q4 2025 e confrontati con i periodi equivalenti degli anni precedenti. Le imprese sono classificate in tre fasce: pagamenti alla scadenza, ritardi fino a 90 giorni e ritardi gravi (oltre 90 giorni).
L'AUTORE
Tiziana Lutrino
Business Intelligence Coordinator, CRIBIS
In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.
Business Intelligence Coordinator, CRIBIS
In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.
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