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Viaggi e vacanze: un 2020 da dimenticare, il 2021 sarà l’anno del rilancio del turismo?

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Nel 2020 il settore dei viaggi e delle vacanze ha risentito negativamente della pandemia: vediamo come e le differenze tra le regioni in Italia e all’estero.

Si avvicina la stagione estiva e mai come quest’anno c’è grossa attesa. Tornare a viaggiare da un lato significa ritrovare un po’ di normalità, dall’altro rappresenta la ripartenza di un settore pesantemente colpito dal Coronavirus.

Il drastico calo dei viaggi è stato infatti tra gli effetti più evidenti dell’emergenza pandemica. In base al report Istat “Viaggi e Vacanze in Italia e all’Estero” i viaggi degli italiani nel 2020 hanno toccato il minimo storico: 37 milioni e 527 mila (231 milioni e 197 mila pernottamenti), con una flessione rispetto al 2019 che riguarda sia le vacanze (-44,8%) sia i viaggi di lavoro (-67,9%). Sono stati 178 mln i pernottamenti persi rispetto al 2019 (-43,5%) di cui quasi 160 mln quelli persi per viaggi di vacanza e oltre 18 milioni i pernottamenti persi per viaggi di lavoro.

VACANZE ESTIVE 2020 IN ITALIA E ALL'ESTERO

Va un po’ meglio se si considerano solo le vacanze estive (-18,6%), ma sono quasi 7 persone su 100 quelle che hanno rinunciato alle ferie in estate nel 2020. Come c’era da aspettarsi, nel 2020 i viaggi all’estero sono crollati (-80,0%), la scelta nel 90,9% dei casi è stata quella di viaggiare in Italia e infatti le località italiane sono state colpite in misura inferiore (-37,1%).

Analizzando gli spostamenti in Italia, il Nord-est è stata nel 2020 la destinazione più scelta dai turisti (30,2% dei viaggi totali). Toscana, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Veneto e Campania sono le regioni più visitate. Queste sei regioni hanno accolto infatti da sole il 55,1% degli spostamenti interni.

Quanto alle mete preferite, fra le vacanze di piacere e svago, hanno perso quota le città (32,2% contro il 45,2% nel 2019), a vantaggio di mare (53,9% nel 2020, 48,8% nel 2019), montagna (31% nel 2020, 26,5% nel 2019) e campagna (15,1% nel 2020, 9,9% nel 2019).

IL SETTORE DELL'OSPITALITÀ DAL NORD AL SUD ITALIA

Tra le strutture ricettive, le più colpite dal netto calo dei viaggi con pernottamento sono gli alberghi. È andata decisamente meglio a campeggi e agriturismi, anche se nel 2020 le soluzioni preferite sono state le stanze o le abitazioni in affitto e i bed and breakfast.

Ci vorrà del tempo prima che il settore dell’ospitalità riesca a tornare ai livelli pre-Covid, ma andiamo ad analizzare la situazione, dati alla mano.

Prendendo in considerazione alberghi, campeggi, ostelli, b&b e strutture ricettive di vario genere, in base alle elaborazioni Cribis, il Trentino-Alto Adige è la regione italiana dove vi è una maggiore concentrazione di attività ricettive. Su un totale di oltre 57 mila strutture, ben 6514 si trovava in Trentino-Alto Adige. Seguono il Lazio (5944), la Toscana (5577), la Campania (5348).

 

 

Anche se si considerano solo gli alberghi in senso stretto, ancora una volta il primo posto va al Trentino-Alto Adige, su un totale di 26112 alberghi presenti in Italia, il Trentino-Alto Adige ne ospita ben 3713. Sul podio anche Emilia-Romagna (3398) e Veneto (2259), fanalino di coda il Molise con 72.

LA SITUAZIONE DELLE IMPRESE DEL SETTORE

Quella ricettiva è un’attività che ha registrato negli ultimi anni un aumento sia in termini di numero di imprese (le nuove imprese nel 2018 sono state 3947, nel 2019 sono state 4493) sia in termini di dipendenti (nel 2018 erano 148857, nel 2019 erano 158615) e con un fatturato in crescita:

 

 

L’Italia si conferma il Paese delle piccole e medie imprese. Non sorprende infatti che la forma legale più diffusa è infatti l’impresa individuale (39,3%), seguono la società di capitali (36,6%) e la società di persone (23,1%).

 

 

Difficile fare delle previsioni oggi sui flussi turistici nel 2021, c’è da aspettarsi che con l’allentamento delle restrizioni e l’avanzare della campagna vaccinale, non solo gli italiani tornino a viaggiare con fiducia e in sicurezza, ma anche che il Belpaese torni a essere la meta preferita di molti turisti stranieri. E che sia un’estate, in cui l’attenzione resta alta, ma pur sempre serena.

 

Niccolò Zuffetti, Marketing Manager CRIBIS

Niccolò Zuffetti Def
L'AUTORE
Niccolò Zuffetti

Marketing Manager, CRIBIS

Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.

Marketing Manager, CRIBIS

Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.

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