Gestione Crediti Commerciali

Crediti deteriorati (NPL) e UTP: come gestirli e recuperare liquidità

Credito 3

La cessione dei crediti deteriorati rappresenta un'importante risorsa per le imprese nei momenti di crisi sempre più frequenti. Scopri i vantaggi.

Con una guerra in corso tra Russia e Ucraina, una crisi politica interna al Paese, un aumento repentino dei prezzi energetici e delle materie prime, le aziende italiane si trovano a dover fare i conti con una difficile gestione della propria liquidità. In questo complicato contesto, la cessione di un credito, in particolare se deteriorato (Npl – Non Performing Loan) o difficilmente esigibile (Utp – Unlikely to pay), rappresenta uno strumento che permette alle aziende di tirare una boccata d’ossigeno e di beneficiare di vantaggi economici e fiscali.

 

Cosa si intende per crediti deteriorati? Differenza tra UTP e NPL

Di fatto la differenza tra NPL e UTP è sostanziale. Nel primo caso sono identificabili con l’incertezza di riscuotere il credito, e quindi – nello specifico – parliamo di cessazione del rapporto da parte della banca, che risolve il contratto di finanziamento. Nel second caso il rischio di insolvenze è solo potenziale in quanto ci troviamo di fronte a un debitore ancora attivo: più precisamente, parliamo di probabili inadempienze che generano allerta e portano quindi alla cessione del contratto stesso poiché è ancora in essere.

L’UTP è una situazione che richiede soluzioni finanziare più vicine a quelle dell’investment banking e del private equity, rispetto all’NPL che ha un approccio liquidatorio spesso basato su cessioni massive.

 

Il mercato dei NPL, i Non Performing Loans

 

Secondo quanto riportato nel report Market Watch Npl di Banca Ifis, nel 2021 sul mercato italiano sono state effettuate transazioni di crediti non performing per complessivi 33 miliardi di euro e la stima per il 2022 prevede circa 47 miliardi di euro di nuove dismissioni Npe - non performing exposures - (35 miliardi di euro di Npl e 12 miliardi di euro di Utp) e altrettante nel 2023 (37 miliardi di Npl e 10 miliardi di Utp) per un totale di 94 miliardi di euro di vendite nel biennio.

Dopo due anni di pandemia e l’attuale spinta inflazionistica è fra l’altro molto probabile che i crediti deteriorati aumentino e vadano ad alimentare il fiorente mercato degli Npl.

 

Nel quadro italiano le dimensioni di questo fenomeno sono particolarmente notevoli in quanto si registra uno stock di crediti in deterioramento particolarmente elevato. Ciò per diverse cause che vanno oltre i problemi degli ultimi anni, come ad esempio la pesante contrazione dell’economia del paese durante gli anni della crisi del 2008, pratiche di erogazione del credito inadeguate o illecite e, infine, la lentezza delle procedure di recupero crediti.

 

Cos’è la cessione del credito?

Attraverso l’istituto della cessione, il diritto di credito del cedente viene trasferito al cessionario che acquista il credito a un prezzo prestabilito (una somma più bassa rispetto alla all’ammontare del debito) per farsi carico della riscossione nei confronti del debitore.

Elevati livelli di crediti deteriorati sono un problema in quando tendono ad avere conseguenze negative per le singole banche – sotto forma di compressione degli utili e una minore capacità raccogliere nuove risorse sul mercato. A livello generale nel sistema bancario ci troviamo di fronte a possibili malfunzionamenti nel processo di allocazione del credito.

 

Pro soluto e Pro solvendo: le due tipologie di cessione del credito inesigibile

La cessione del credito può avvenire secondo due tipologie:

  • pro soluto, nel caso in cui il cedente non rispondesse dell’eventuale inadempienza del debitore;
  • pro solvendo nel caso in cui il cedente rispondesse al posto del debitore qualora quest’ultimo fosse inadempiente.

I vantaggi della cessione del credito Pro Soluto “a valore vile”

La cessione pro soluto “a valore vile” è la tipologia di operazione sviluppata da Cribis Credit Management, in collaborazione con una finanziaria partner, dove l’acquisto di crediti non avviene a titolo gratuito ma viene definito “a valore vile”, tramite il versamento al cedente di un corrispettivo a chiusura della cessione. È un iter procedurale che permette alle imprese indubbi vantaggi economici, fiscali e giuridici, tra i quali:

  • riduzione dell’impatto fiscale dei crediti inesigibili
  • riduzione delle perdite per i mancati incassi
  • deducibilità delle perdite su crediti
  • risparmio dei costi di gestione del credito in sofferenza
  • liquidità immediata
  • accelerazione dei tempi di riscossione

Grazie ad attività personalizzate in base alle esigenze delle imprese, CRIBIS Credit Management permette di massimizzare i benefici del processo di cessione del credito e ridurre l’impatto fiscale dei crediti deteriorati e inesigibili.

 

Roberto AlverdiSenior Channel Manager Collection b2b, CRIBIS.

Foto Roberto Alverdi
L'AUTORE
Roberto Alverdi

Senior Channel Manager Collection b2b, CRIBIS

Dopo una esperienza trentennale con funzioni di Regional Sales Manager nel mercato delle Business Information e del Marketing, da oltre 10 anni ricopre il ruolo di Senior Channel Manager per il canale Credit Collection B2B di CRIBIS.
In questi anni ha contribuito alla crescita del canale, guidando la rete commerciale verso una nuova proposizione di valore che risponda alle mutate e complesse esigenze del mercato.

 

Senior Channel Manager Collection b2b, CRIBIS

Dopo una esperienza trentennale con funzioni di Regional Sales Manager nel mercato delle Business Information e del Marketing, da oltre 10 anni ricopre il ruolo di Senior Channel Manager per il canale Credit Collection B2B di CRIBIS.
In questi anni ha contribuito alla crescita del canale, guidando la rete commerciale verso una nuova proposizione di valore che risponda alle mutate e complesse esigenze del mercato.

 

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