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Quanto vale il mercato del libro in Italia?
Scopri numeri, tendenze e novità del mercato del libro in Italia e in Europa: l’andamento delle vendite e le principali sfide per il rilancio della domanda culturale.
Il mercato del libro rappresenta un elemento fondamentale dell’editoria italiana e a inizio 2026 mostra segni di ripresa dopo un 2025 con numeri in calo.
Nonostante le difficoltà legate alla diminuzione dei lettori e alla trasformazione dei consumi, il comparto librario continua a mantenere un ruolo centrale nell’industria culturale del Paese. Passiamo in rassegna le tendenze emerse per andare a delinearne le caratteristiche.
L’andamento del mercato del libro in Italia nel primo trimestre del 2026
Il primo trimestre 2026 mostra un’incoraggiante ripresa del mercato dell’editoria libraria italiana. In base ai dati diffusi dal Ministero della Cultura ad aprile, nei primi tre mesi dell'anno le vendite di libri attraverso i principali canali commerciali (librerie, online e grande distribuzione) sono cresciute del +3,4% in valore economico, arrivando a 347,8 milioni di euro. La vendita di copie invece è cresciuta del +2,5% , per un totale di 23,2 milioni. Si tratta, in sostanza, di 11,3 milioni di euro e 569 mila copie in più rispetto al primo trimestre 2025.
La flessione del mercato del libro in Italia nel 2025: segmenti, canali di vendita e modalità di fruizione
Il mercato del libro, se si considerano saggistica e narrativa, ha chiuso un 2025 in calo. In base alle rilevazioni di NielsenIQ BookData elaborate dall’Associazione Italiana Editori, nell’anno sono state acquistate 99,5 milioni di copie, in diminuzione del 3% rispetto al 2024, per un totale di circa 3 milioni di libri in meno venduti. A questa diminuzione corrisponde un decremento del -2,1%, con 32,6 milioni di euro di acquisti in meno.
Il calo di copie vendute ha riguardato gran parte dei segmenti editoriali:
- narrativa italiana -1,8%;
- narrativa straniera -0,8%;
- fumettistica -0,8%;
- saggistica generale -3,3%;
- saggistica specialistica -10,6%;
- manualistica -6,8%.
Fa eccezione il comparto bambini e ragazzi, che registra un lieve aumento del +0,3%.
Anche prendendo in esame il valore economico la maggior parte dei segmenti editoriali sono in negativo, tranne narrativa straniera (+2%) e bambini e ragazzi (+2,1%).
Se si considera il canale di acquisto, le librerie online registrano un -3,9% delle vendite a valore, la grande distribuzione il -4,2%, le librerie fisiche “solo” lo -0,7% (con le librerie indipendenti decisamente più in affanno rispetto alle grandi catene).
La flessione nelle vendite non colpisce tutti gli editori allo stesso modo:
- i gruppi editoriali perdono l’1,9%
- gli editori oltre i cinque milioni di venduto fuori dai gruppi registrano un -6%
- gli editori tra 1 e 5 milioni guadagnano l’1,2%
- quelli fino a un milione subiscono un decremento del -6,2%.
Quanto a modalità di fruizione è interessante notare che gli e-book crescono del +2,4% fino a 87 milioni di euro di vendite, gli audiolibri del +13,3% arrivando a 34 milioni di euro di acquisti (abbonamenti).
Si tratta ancora di una quota limitata del mercato totale, ma con dinamiche di crescita significative che indicano un cambiamento nelle abitudini di consumo, soprattutto tra i lettori più giovani.
L’andamento del mercato del libro a livello europeo
Se in Italia i dati 2025 sul mercato librario non sono entusiasmanti, la situazione non è molto migliore nel resto dell’Europa.
Il mercato del libro, infatti, tende a diminuire in diversi Paesi europei per copie vendute:
- Germania -4,9%;
- Paesi Bassi -3%;
- Francia -2,5%;
- Regno Unito -2,5%;
- Irlanda -0,4%.
In controtendenza la Spagna +0,2% e il Portogallo +7% (rilevazione, quest’ultima, riguardante i primi 8 mesi del 2025).
Come sta cambiando il mercato del libro oggi
Come abbiamo visto, il settore dell’editoria libraria si trova in una fase di evoluzione. La sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra innovazione digitale, sostenibilità economica e rilancio della domanda culturale.
Il vero nodo è che l’Italia continua a registrare livelli di lettura inferiori rispetto ad altri Paesi europei, con effetti diretti sulla sostenibilità economica del settore. Da qui l’importanza di introdurre incentivi statali.
Già il 2026 e il 2027 dovrebbero contare su un recupero legato anche a misure pubbliche di sostegno, come gli il Bonus Biblioteche, la Carta Cultura per le famiglie meno abbienti e il Bonus Valore Cultura per i diplomati entro i 19 anni.
Oltre agli aiuti pubblici, sarà necessario interrogarsi sul rilancio dell’industria culturale che necessariamente sarà da dover ripensare sulla base delle tendenze in atto e delle abitudini delle nuove generazioni.
L'AUTORE
Niccolò Zuffetti
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
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