martedì 21 aprile 2015

Fallimenti in Italia: nel 2015 si ferma la corsa

Nel 2015 si ferma la corsa ai fallimenti in Italia: netto infatti il calo nell'ultimo anno, -0,5% rispetto ai dati del 1Q 2014. Guardando fino al 2009 i fallimenti sono cresciuti del 72,7%, e sono scomparse complessivamente quasi 80.000 imprese. Lombardia, Lazio e Veneto le regioni più colpite.

Dopo un quarto trimestre del 2014 che si è chiuso con la cifra record di 4.502 fallimenti (dato più alto per un singolo trimestre dal 2009 ad oggi), nei primi tre mesi dell’anno si è interrotta la preoccupante crescita di imprenditori che hanno visto fallire la propria attività. Nel primo trimestre del 2015 infatti i fallimenti sono stati 3.803, un segnale che va interpretato positivamente se si guarda il trend che si era instaurato in quest'ultimo periodo: per dare un’idea più precisa del fenomeno basti pensare che rispetto al primo trimestre del 2009 il numero dei fallimenti è cresciuto del 72,7%.

In media nel 2015 sono fallite 59 imprese ogni giorno, più di due imprese ogni ora. Dal 2009 a oggi inoltre si contano 78.978 imprese che hanno portato i libri in tribunale, numeri che sottolineano le difficoltà che stanno ancora attraversando il nostro tessuto imprenditoriale.

Analizzando l'ambito territoriale, la Lombardia nei primi 3 mesi del 2015 si conferma la regione d'Italia in cui si registra il maggior numero di fallimenti, con 784 casi, pari al 20,6% del totale nazionale. Dal 2009 ad oggi si contano 17.362 imprese lombarde fallite.
La seconda regione più colpita è il Lazio, con 483 imprese chiuse e un’incidenza sul totale Italia del 12,7%. Segue il Veneto con 360 casi e relativa incidenza del 9,5%.

Il commercio e l’edilizia sono i macrosettori più colpiti nei primi tre mesi del 2015, il comparto in maggiore sofferenza è quello della "costruzione di edifici" (451 fallimenti) seguito dal “commercio all’ingrosso di beni non durevoli” (329) e da quello degli "installatori" (310). Da segnalare anche i numerosi casi di fallimento nel comparto “ristoranti e bar” (183), "abbigliamento e accessori" (146) ed "alimentari" (62).

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grafico fallimenti italia 1Q 2015.JPG

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Secondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al primo trimestre 2020, il sistema imprenditoriale italiano ha sostanzialmente tenuto rispetto al trimestre precedente. Primi segnali di sofferenza per i segmenti più colpiti dalla crisi: settore cinematografico, commercio al dettaglio dell’abbigliamento, servizi ricreativi.

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