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Studio pagamenti Italia Q2 2026
Nel secondo trimestre del 2026 peggiora la puntualità dei pagamenti delle imprese italiane. In base allo Studio Pagamenti Italia di CRIBIS, aggiornato a giugno, la quota di aziende che saldano le fatture alla scadenza si attesta al 42%, in calo di due punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025 quando era al 44%.
Parallelamente, cresce la quota di pagamenti effettuati con ritardo entro i 90 giorni, che raggiunge il 53,6% (51,7% nel Q2 2025), mentre i ritardi gravi (oltre tre mesi dalla scadenza), salgono al 4,4% (4,3% nel Q2 2025).
Un fenomeno va interpretato nel quadro di una fase economica caratterizzata da margini compressi e crescente attenzione al capitale circolante, una situazione che vede le imprese saldare le fatture con tempistiche più dilatate.
Pagamenti delle imprese italiane per area geografica
L’analisi geografica evidenzia come il divario tra le diverse aree geografiche del Paese resti significativo.
- Nord Est: 49,7% di pagamenti puntuali e 2,7% di ritardi oltre i 90 giorni. Nel Q2 2025 la puntualità era pari al 54,1%.
- Nord Ovest: 47,2% di pagamenti puntuali e 3,3% di ritardi gravi. Nel secondo trimestre 2025 la quota di pagamenti a scadenza era del 51,7%.
- Centro: 37,5% di pagamenti puntuali e 5,1% di ritardi superiori ai 90 giorni.
- Sud e Isole: 31,6% di pagamenti puntuali e 6,8% di ritardi gravi, il dato più elevato tra le macroaree.
A livello regionale, le performance migliori si registrano in:
- Lombardia: 51,6% di pagamenti puntuali.
- Emilia-Romagna: 51,2%.
- Veneto: 51%.
Le province più virtuose sono Sondrio, Bergamo, Belluno, Lecco, Brescia, Forlì-Cesena, Padova, Reggio Emilia, Mantova e Vicenza.
In fondo alla classifica si trovano invece:
- Sicilia: 27,2% di pagamenti puntuali e 8,5% di ritardi oltre i 90 giorni.
- Calabria: 26,7% di pagamenti puntuali e 8,2% di ritardi gravi.
Le province con la quota più elevata di ritardi superiori ai 90 giorni sono Crotone, Agrigento, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Trapani, Caltanissetta, Catanzaro e Siracusa.
Puntualità dei pagamenti per dimensione aziendale
Lo studio mette in luce dinamiche differenziate anche per dimensione aziendale. Le microimprese risultano le più puntuali nei pagamenti (42,7%), ma registrano anche la quota più elevata di ritardi gravi (5%), segnale di una maggiore vulnerabilità finanziaria rispetto a realtà di dimensioni maggiori.
Le grandi aziende, al contrario, presentano la minore puntualità (21,1%), ma mantengono livelli contenuti di ritardi oltre i 90 giorni (1,5%), con la maggior parte dei pagamenti effettuata entro 30 giorni dalla scadenza della fattura.
In mezzo a questi due estremi si posizionano le piccole imprese con puntualità al 41,8% e ritardi gravi all’1,9% e le medie imprese con pagamenti puntuali nel 35,7% dei casi e ritardi oltre i 90 giorni a quota 1,4%.
I settori con più ritardi nei pagamenti
Dal punto di vista settoriale le criticità maggiori si concentrano nei comparti legati ai consumi e ai servizi. I ritardi gravi raggiungono il 7,6% nei ristoranti e bar, il 6,1% nelle costruzioni e il 5,7% sia nella grande distribuzione sia nei servizi alla persona.
Al contrario, alcune filiere industriali mostrano livelli di ritardi gravi sensibilmente inferiori: le industrie della carta (1,6%), chimiche (1,9%) e della gomma (2,1%).
Da notare, inoltre, come rispetto al Q2 2024 in alcuni comparti registrino consistenti miglioramenti con cali importanti nelle percentuali di ritardi oltre i 90 giorni: industrie della ceramica (-4,4%) e industria siderurgica (-3,7%). Di contro bar e ristoranti peggiorano la loro situazione con un aumento dello 0,5% dei ritardi gravi rispetto al Q2 2025.
Il tema dei pagamenti puntuali resta una sfida per le imprese italiane
Nel complesso i dati del secondo trimestre delineano un sistema produttivo ancora resistente ma più prudente, con imprese che tendono a gestire la liquidità allungando i tempi di pagamento. Un segnale che richiede attenzione, soprattutto in chiave di gestione del credito e prevenzione del rischio.
L’evoluzione dei comportamenti di pagamento nei prossimi mesi sarà un indicatore determinante per comprendere la solidità finanziaria del tessuto imprenditoriale italiano e le sue prospettive di crescita.
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L'AUTORE
Tiziana Lutrino
Business Intelligence Coordinator, CRIBIS
In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.
Business Intelligence Coordinator, CRIBIS
In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.
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