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Liquidazioni giudiziali in Italia in crescita nel primo trimestre 2026

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Il 2026 si apre con un deciso aumento delle liquidazioni giudiziali in Italia. Secondo il report “Liquidazioni giudiziali in Italia” di CRIBIS aggiornato a marzo 2026, nel primo trimestre dell’anno si registrano infatti ben 2.885 procedure, in crescita rispetto agli anni recenti.

Il dato segna un incremento del +23,2% rispetto al primo trimestre 2025 (2.341 casi) e del +37,1% rispetto al 2024 (2.104), evidenziando un’accelerazione della dinamica delle insolvenze.

Per una maggiore chiarezza, è bene ricordare che da luglio 2022, con l’introduzione del Codice della Crisi di Impresa e d’Insolvenza, la liquidazione giudiziale ha preso il posto della procedura di fallimento.


L’andamento delle liquidazioni giudiziali in Italia dal 2010

Dall’analisi dell’andamento dal 2010 al 2026 si possono distinguere quattro fasi principali:

  • dal 2010 al 2014 c’è stata una crescita delle crisi aziendali da 10.888 liquidazioni fino ad arrivare al picco di 15.336 nel 2014;
  • dal 2015 al 2019 si è registrata una progressiva riduzione da 14.585 fino a circa 11.000 casi nel 2019;
  • dal 2020 al 2022 è proseguita la diminuzione delle crisi per via delle misure emergenziali realizzate a causa della pandemia, con un minimo di 7.118 casi nel 2022;
  • dal 2023 al 2026 si nota una nuova fase di risalita delle liquidazioni.

Nel dettaglio, il primo trimestre 2026 supera del 25,5% i livelli del Q1 2020 (2.298 casi), cresce del +50,9% rispetto al Q1 2022 (1.912) e segna un +54,4% sul Q1 2023 (1.868). Il confronto con il periodo pre-pandemia è particolarmente interessante: rispetto al 2019 (2.867), il dato è sostanzialmente stabile (+0,6%).

Il crollo osservato tra il 2020 e il 2022, con un minimo storico nel secondo trimestre 2020 (809 procedure) appare ormai completamente riassorbito. Le misure di sostegno pubblico, che avevano temporaneamente congelato le crisi aziendali, hanno lasciato spazio a dinamiche di mercato più severe.

Il 2026 rappresenta quindi l’espressione delle difficoltà che le imprese italiane stanno incontrando negli ultimi anni caratterizzati da grande incertezza e una maggiore esposizione delle aziende a rischi di vario tipo.

L’aumento delle procedure di liquidazione giudiziale è legato infatti a fattori strutturali:

  • la fine degli aiuti pubblici emergenziali
  • l’aumento dei costi a causa dei conflitti internazionali come quello in Iran
  • le politiche sui dazi commerciali a livello globale
  • la riduzione della liquidità aziendale
  • il ritorno a condizioni di concorrenza più selettive.

Nonostante la crescita recente, i livelli attuali restano inferiori ai massimi storici. Nel 2014 erano 3.760 le liquidazioni nel primo trimestre, mentre nel 2026 sono 2.885.


I settori e le regioni con il numero maggiore di liquidazioni giudiziali

Se si analizza l’andamento delle liquidazioni giudiziali a livello territoriale, si scopre che le regioni con un maggior numero di procedure nel Q1 2026 sono:

  • Lombardia 572 (19,8% delle liquidazioni totali);
  • Lazio 464 (16,1%);
  • Campania 275 (9,5%)
  • Toscana 218 (7,6%)
  • Piemonte 204 (7,1%)
  • Veneto 204 (7,1%)
  • Puglia 194 (6,7)
  • Emilia-Romagna 186 (6,4%)
  • Sicilia 146 (5,1%)

Le altre regioni non raggiungono gli 80 casi. A livello settoriale invece il Commercio è il comparto più colpito (854 casi nel Q1 2026), seguito da Servizi (670), Edilia (575) e Industria (488).


Concordati preventivi in Italia nel Q1 2026

I concordati preventivi nel Q1 2026 raggiungono quota 154 con una crescita netta rispetto al Q1 2025 quando erano 93, mentre nel Q1 2024 erano stati 86, nel Q4 2025 133 e nel Q1 2023 143.

Se si considerano i casi registrati annualmente, Il 2025 è stato l’anno con il maggior numero di concordati:

  • 446 nel 2025;
  • 327 nel 2024;
  • 370 nel 2023;
  • 330 nel 2022.

Per una corretta interpretazione dei numeri, ricordiamo che nei dati sui concordati preventivi da luglio 2022 in poi, sempre a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Crisi d’Impresa, vengono considerate le nuove procedure «concordato minore», «concordato semplificato», «concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio» e «concordato preventivo omologato».

 

Cosa raccontano i dati delle liquidazioni giudiziali sulla salute delle imprese italiane

Le liquidazioni giudiziali rappresentano un indicatore chiave dello stato di salute dell’economia reale. Nel primo trimestre 2026, l’Italia torna a confrontarsi con livelli in aumento di crisi d’impresa, ma il vero punto critico sarà l’evoluzione dei prossimi trimestri: se il trend dovesse proseguire, il 2026 potrebbe avvicinarsi alla soglia delle 10.000 liquidazioni annue.

Il dato del primo trimestre mostra chiaramente che la selezione delle imprese da parte del mercato è sempre più rigida.  Per questo strategie e politiche finanziarie capaci di mantenere margini e bilanci in ordine saranno sempre più un fattore determinante per consolidare la posizione delle aziende e consentirne lo sviluppo in futuro.

Lutrino Tiziana
L'AUTORE
Tiziana Lutrino

Business Intelligence Coordinator, CRIBIS

In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.

Business Intelligence Coordinator, CRIBIS

In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.

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