lunedì 19 gennaio 2015

DICEMBRE 2014: NON SI ARRESTA LA CORSA DEI FALLIMENTI

Nell'anno appena concluso in Italia hanno portato i libri in Tribunale in media 62 imprese ogni giorno, oltre due ogni ora. Nel 2014 si sono registrati infatti 15.605 fallimenti, un numero in crescita del 9% rispetto al 2013 e del 66% rispetto al 2009, l'anno in cui la crisi economica aveva appena iniziato a condizionare la vita del tessuto industriale italiano. In sei anni si contano complessivamente 75.175 imprese chiuse, in un trend di costante aumento mostrato dalle rilevazioni trimestrali.

A balzare subito all'occhio è il trend di crescita costante, che mostra l’aumento senza tregua dei fallimenti negli ultimi sei anni, fino a superare i 15 mila casi nel 2014. E il quarto trimestre dell'ultimo anno si è chiuso con un nuovo record di 4.502 fallimenti: nelle rilevazioni trimestrali dal 2009 ad oggi non si era mai registrato un numero così alto.

La distribuzione sul territorio nazionale dei fallimenti è strettamente correlata alla densità di imprese attive nelle diverse aree del Paese e alla localizzazione dei settori in maggiore sofferenza nei diversi territori. Nel 2014 la Lombardia si conferma la regione d'Italia in cui si registra il maggior numero di fallimenti, con 3.379 casi, pari al 22,1% del totale nazionale. Dal 2009 ad oggi solamente in questa regione si contano 16.578 imprese ad aver portato i libri in tribunale.
La seconda regione più colpita è il Lazio, con 1.721 imprese chiuse nel 2014 (incidenza sul totale nazionale del 10,5%), la terza la Campania con 1.315 fallimenti (incidenza dell’8,7%). Nelle prime dieci posizioni, seguono Veneto con 1.313 casi, Toscana con 1.205, Piemonte con 1.175, Emilia Romagna con 1.124, Sicilia con 894, Puglia con 762 e Marche con 580.

I macrosettori più colpiti dai fallimenti nel 2014 sono il commercio, in cui si contano oltre 4.200 imprese chiuse, e l'edilizia, con oltre 4 mila casi. In questi due soli settori si concentra oltre metà del totale dei fallimenti registrati in Italia nel corso dell'anno appena trascorso.

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Secondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al primo trimestre 2020, il sistema imprenditoriale italiano ha sostanzialmente tenuto rispetto al trimestre precedente. Primi segnali di sofferenza per i segmenti più colpiti dalla crisi: settore cinematografico, commercio al dettaglio dell’abbigliamento, servizi ricreativi.

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