giovedì 20 settembre 2018

Nasce CRIBIS CASH: la qualità delle informazioni, la rapidità del cash

L’Italia è un paese in cui si paga mediamente a 82 giorni, con punte oltre i 100 ad esempio nell’Edilizia e nella Sanità, e dove la percentuale di imprese che paga con grave ritardo è superiore al 10% e ancora lontana dai livelli pre-crisi. Si tratta di tempi di pagamento molto più lunghi della media europea e di molti altri Paesi a livello internazionale, che richiedono un maggior ricorso al finanziamento del circolante da parte delle imprese che, soprattutto nel caso delle PMI difficilmente viene soddisfatto dai canali tradizionali. In questo contesto, nasce una nuova soluzione innovativa che per la prima volta integra il mondo delle informazioni commerciali con un marketplace per la vendita delle fatture, consentendo alle PMI italiane di avere in pochi giorni disponibile la liquidità di cui abbisognano.

Questa nuova soluzione si chiama CRIBIS CASH ed è il primo frutto dell’alleanza tra CRIBIS e Workinvoice, che è stata sancita dall’entrata del Gruppo CRIF nel capitale di Workinvoice: questa alleanza si configura in Italia come primo esempio di evoluzione del Fintech verso le partnership con player industriali che dispongono delle risorse necessarie per sfruttare al meglio le idee, i servizi e anche i modelli di business "inventati" dalle startup.

Per saperne di più www.cribiscash.com

Nello specifico, dalla collaborazione tra Workinvoice e CRIBIS nasce una suite di servizi che si propongono di ridurre lo squilibrio nel capitale circolante delle imprese, soprattutto di quelle di piccola e piccolissima dimensione, che può metterne a repentaglio la solidità finanziaria fino ad arrivare anche al fallimento o bancarotta.

Le PMI Italiane sembrano avere infatti un grande bisogno di soluzioni innovative per finanziare il proprio capitale circolante, dato che in Italia i tempi di pagamento sono ancora molto lunghi. A questo riguardo, secondo quanto emerso dall’ultima edizione dello Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS, nonostante un l’aumento dei pagamenti puntuali rispetto all’anno precedente (pari allo 0,8%) (36,7% a giugno 2018 contro 36,4% a giugno 2017), oltre la metà delle aziende italiane, il 52,2%, paga con ritardi entro i 30 giorni, mentre l’11% delle aziende registra ritardi nei pagamenti superiori ai 30 giorni. Ne deriva che ancora oggi 63 imprese su 100 pagano in ritardo i propri fornitori.

I principali indicatori dello studio realizzato da CRIBIS sono, da un lato, la tendenza delle aziende a pagare i propri fornitori entro la data di scadenza e, dall’altro, i dati relativi ai ritardi considerati gravi, in caso di saldo oltre 30 giorni dal termine stabilito. I dati rilevati a giugno 2018 mostrano un trend in lieve calo rispetto a marzo 2018, in aumento però rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il comparto dei servizi finanziari si conferma il più puntuale (48,1%), mentre il commercio al dettaglio registra ancora una volta la percentuale più bassa di pagamenti puntuali (17%). A livello regionale, il Nord Est resta l’area più virtuosa, con Veneto ed Emilia Romagna in testa, mentre al Sud si registrano ancora difficoltà nei pagamenti. Anche a giugno 2018 le province più puntuali sono Brescia, Bergamo e Lecco, mentre Catanzaro scende all’ultimo posto tra quelle ritardatarie nei pagamenti.

Nel complesso si tratta di tempi di pagamento molto più lunghi della media europea nonché di molti altri Paesi nel mondo, cosa che comporta un maggior ricorso al finanziamento del circolante, la cui gestione è un tema sempre più importante per le PMI anche a fronte della riduzione del numero di finanziamenti a breve termine da parte del circuito del credito tradizionale.

In effetti, l’analisi di CRIBIS su oltre 700.000 bilanci 2017 mostra complessivamente una crescita del capitale circolante di oltre il 17,7% a fronte di un aumento dei ricavi solamente del 8,5%. Le società di capitali italiane crescono, ma il tema di come finanziare la propria attività operativa è sempre più urgente, soprattutto in un paese con tendenze di pagamento di questo tipo.

I dati di Banca d’Italia rielaborati da Workinvoice mostrano un calo dei finanziamenti a breve da parte degli Istituti di credito, che sembrano privilegiare gli investimenti a medio e lungo termine o strumenti più finalizzati, come il prestito finalizzato o il leasing. I vantaggi per le aziende sono numerosi e rappresentano una vera rivoluzione nelle modalità con cui le imprese alimentano il proprio circolante. Utilizzando CRIBIS CASH, sarà infatti possibile verificare direttamente all’interno dei report online se una fattura può essere acquistata dagli investitori e a quale prezzo. In caso positivo l’impresa potrà incassare rapidamente e sul proprio conto corrente le fatture cedute.

Nell’era dell’open banking le aziende di credito potranno così essere più vicine alle proprie imprese, offrendo loro ampio range di prodotti di credito  in «digital/real time» e pianificando con loro il futuro.

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Cribis Community

Scarica lo Studio Pagamenti Italia Q3 2018

A settembre 2018 l’andamento dei pagamenti in Italia mostra un calo dell’1.9% rispetto allo stesso periodo del 2017, leggermente al di sotto anche dei dati rilevati a giugno 2018 (-0,4%). Le imprese italiane virtuose nei pagamenti rappresentano il 36,3% del totale, mentre quelle che registrano ritardi gravi sono l’11,3%. Le criticità più evidenti restano localizzate al Sud, mentre il Nord Est si conferma l’area geografica più affidabile. Accedi alla Community e scarica subito l’analisi completa…

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