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L’andamento del mercato del lusso nel 2025, fra nuovi trend e rallentamento dei profitti
Nel 2025 il mercato del lusso rallenta tra incertezza globale e calo della domanda, ma le prospettive a lungo termine restano positive. Scopri di più.
Dopo anni di crescita quasi ininterrotta, il mercato del lusso entra nel 2025 con il freno tirato. A dirlo è l’aggiornamento di giugno 2025 del Monitor Altagamma-Bain sui mercati mondiali dei beni personali di lusso, che fotografa un comparto influenzato da instabilità geopolitica, turbolenze commerciali e volatilità.
Se il 2024 il mercato dei beni di lusso personali si è chiuso a €364 miliardi (-1%, rispetto al 2023), secondo le stime per il 2025 potrebbe registrarsi una contrazione compresa tra il -5% e il -2%, fermando così il trend positivo che dal 2019 al 2024 aveva regalato al settore un incremento del +28%.
Quali sono i Paesi in cui è rallentata di più la domanda
I due colossi che da anni trainano il comparto oggi mostrano i segnali di maggiore debolezza. Negli Stati Uniti, la tensione correlata all’introduzione dei dazi riduce la propensione alla spesa, soprattutto tra le fasce medie. Resistono solo gli alto-spendenti e la fascia del lusso accessibile, che mantiene una sua attrattività.
In Cina, invece, i consumi della classe media sono in fase di attesa: i potenziali acquirenti rinviano, osservano e aspettano tempi migliori. Rimane però intatto l’enorme potenziale di sviluppo del mercato nel medio-lungo periodo.
Al contrario, Europa e Giappone mostrano maggiore stabilità, pur con un rallentamento legato al calo del turismo. Segnali incoraggianti arrivano da Medio Oriente, America Latina e Sud-Est Asiatico, mercati dove si registra un buon dinamismo.
Hospitality, ristorazione, crociere: aumenta l’attrattività del lusso esperienziale
Il lusso tangibile mostra andamenti differenziati: reggono auto di alta gamma, yacht, jet privati, abbigliamento e gioielleria. Soffrono invece categorie come il settore enologico, la produzione di liquori, l’orologeria e la pelletteria.
Cresce invece l’interesse verso il lusso esperienziale: ospitalità, crociere, ristorazione e gastronomia continuano a essere particolarmente attrattivi per i consumatori alla ricerca di emozioni.
Il rapporto Altagamma-Bain evidenzia, inoltre, come i comportamenti d’acquisto si stiano polarizzando anche in base all’età. I Gen Z – i nati tra il 1997 e il 2021 – cercano creatività nei loro acquisti, oscillando tra espressione individuale e conformismo. I Millennial, ovvero i nati tra i primi anni Ottanta e metà anni Novanta, sono cauti, ma pronti a premiare le proposte più innovative. Infine, i Boomer (nati indicativamente fra il 1946 e il 1964) sono sempre più orientati alle esperienze rispetto ai beni tangibili.
Da notare poi come l’engagement digitale del lusso sia in forte calo: dal 2022 le ricerche online di brand di alta gamma sono scese di oltre il 40%, la crescita dei follower social è crollata del 90% e il tasso di interazione è diminuito del 40%.
Nonostante il rallentamento, le previsioni per il settore del lusso restano positive
Se si analizza la redditività delle imprese del settore del lusso, nonostante i picchi di fatturato raggiunti tra il 2018 e il 2021, i margini si sono fermati e in alcuni casi ridotti dal 2021 in poi.
Il momento è delicato, ma le prospettive a lungo termine restano positive, grazie a un aumento della ricchezza globale e una crescita prevista del 20% di HNWI (High Net Worth Individuals), che si tradurrà in oltre 300 milioni di nuovi potenziali consumatori nei prossimi 5 anni, metà dei quali Gen Z e Alpha.
Se è vero che per la prima volta in 15 anni l’industria del lusso rallenta e che le prospettive per il 2025 restano incerte, i fondamentali del settore sono solidi e fanno ben sperare per il futuro.
Qualità, autenticità e creatività saranno sempre più le parole d’ordine per le aziende del comparto che vorranno mantenere il proprio vantaggio competitivo nel tempo.
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L'AUTORE
Niccolò Zuffetti
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
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