Gestione Crediti Commerciali

L’impatto del Covid sul rischio: quali sono i fattori da tenere sotto controllo?

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Il Global Business Risk Report (GBRR) è uno studio periodico del gruppo Dun & Bradstreet finalizzato a identificare, tramite uno “score”, il grado di rischio per le aziende nel periodo corrente. Un’analisi, quella di D&B, fondamentale per fotografare lo stato attuale dell’economia in tutto il mondo, ancora purtroppo affaticata dagli effetti della pandemia.

Luca Greco
Luca Greco

Sales Innovation Director, CRIBIS

Sales Innovation Director, CRIBIS

COME È ANDATO IL 2020 RISPETTO AGLI ANNI PRECEDENTI

Il GBI (Global Business Impact) score fotografa la situazione contemporanea dell’economia e, tramite un numero, restituisce calcolando diversi fattori, il grado di rischio per le aziende. Più la cifra è alta, peggiore è la situazione.

Come si evince dal grafico, per esempio, nel Q2 2019 il GBI era cresciuto vertiginosamente a causa delle tensioni fra due superpotenze mondiali come Cina e Stati uniti. Della lunga disputa fra le due nazioni - conclusasi, dopo tante trattative, con una tregua e un’intesa – ne hanno risentito anche i mercati, come indica lo score.

Nel Q4 il GBI è sceso a 320 punti, in leggero calo rispetto al Q2 e Q3, i periodi peggiori dell’era Covid-19. Tuttavia, il punteggio è indicatore di un rischio altissimo, specialmente se messo a confronto con quello del Q1 2018, quando il GBI era 291. Una differenza di punteggio che preoccupa in particolar modo le aziende che operano anche al di fuori dei propri confini.

Lo score del Q4 è in calo rispetto della media del 2020 (325.5), mentre è nettamente superiore alla media storica di 265.2, calcolata a partire dal 2013.

 

 

LE PREOCCUPAZIONI DEI MERCATI GLOBALI

La pandemia continua a minare i mercati, riducendo la sicurezza nei confronti di essi; un clima di tensione che riduce la possibilità di fare affari, specialmente nel medio termine. In particolare, sono due i fattori che preoccupano.

Il primo è il rischio di un’emergenza fiscale senza precedenti. La pandemia sta colpendo duramente sia i mercati emergenti che le nazioni con un’economia solida e avviata, impattando trasversalmente diversi settori: il mercato del lavoro, gli introiti provenienti dalle tasse e quindi i profitti più in generale. Una tale catastrofe colpirebbe ogni grado di merito creditizio a medio termine a livello globale.

In secondo luogo, è possibile che le valutazioni delle azioni a livello globale peggioreranno. Una situazione che indubbiamente andrebbe a colpire le economie leader del mondo, le quali ci metterebbero anni a tornare alla normalità.

 

L’IMPATTO DECISIVO DEI LOCKDOWN SULL’ECONOMIA

Le necessarie politiche di contenimento del virus, adottate dalla maggior parte dei paesi del mondo, hanno avuto e continuano ad avere un effetto pesante sull’economia globale.

Nel Nord-America, dove i nuovi picchi raggiunti di infezioni costringono le autorità a un lockdown che si potrebbe estendere per tutto il Q1 2021, le chiusure forzate indeboliscono naturalmente la richiesta globale di beni e servizi, rallentando da un lato il processo di recupero e allungando dall’altro il periodo di recessione.

Anche nell’area asiatica, specialmente nel sud e nel sud-est, le misure di contenimento non stanno dando i risultati sperati e la conseguenza è una depressione strutturale nel commercio e negli investimenti per le nazioni in via di sviluppo e i paesi a basso e medio reddito. Un calo che va a colpire duramente anche le diverse supply chain e gli stakeholders che hanno interessi in quei paesi.

In una situazione analoga si trova anche l’Europa, dove diversi paesi hanno adottato misure più o meno dure per contenere l’epidemia. Lo stato di lockdown generalizzato potrebbe dunque durare per tutto il Q2 2021, causando problemi simili a quelli che riguardano il continente asiatico e il Nord-America.

 

COME MITIGARE I RISCHI IN UN PERIODO DI INCERTEZZA?

Il Global Business Impact score del Q4 di Dun & Bradstreet dimostra che i rischi ai quali vanno incontro le aziende e i mercati rimangono altissimi, seppur in lieve calo rispetto alle cifre record del Q2 e Q3. Un punteggio così alto si deve in particolare dalla seconda ondata del Covid-19, nonostante i tentativi da parte delle autorità di controllare la diffusione e al contempo di mitigare il suo impatto su tutte le attività di business. L’esplosione dell’epidemia illustra come alcuni eventi inaspettati possano peggiorare il rischio per ogni tipo di attività, specialmente per chi opera a livello internazionale.

Le imprese sono chiamate a un cambio di rotta, a un rinnovamento profondo del proprio modo di fare business. Le aziende devono essere pronte a intervenire drasticamente sulla propria supply chain, sul rapporto con i clienti e sulle strategie a breve e lungo termine pianificando le loro scelte e azioni in questa delicata fase di transizione e innovazione.

 

Luca Greco, Sales Innovation Director CRIBIS

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