Supply Chain Compliance

La Supply Chain del futuro, fra trasformazione digitale e dati a supporto del decision-making

Immagini Supply Chain Sap B1

Il futuro della Supply Chain, secondo gli esperti intervistati da Dun and Bradstreet, dipenderà dalla trasformazione digitale e dall’impiego dei dati.

Solari
Massimiliano Solari

Direttore Generale, CRIBIS

Direttore Generale, CRIBIS

Ancor prima che arrivasse la pandemia a scomporre e ricostruire la gestione della Supply Chain e dei processi d’acquisto, il 2020 era visto dagli esperti come un anno di forte transizione e cambiamento.

Con Brexit ormai alle porte, le aziende di tutto il mondo erano impegnate a capire come l’uscita del Regno Unito dalla UE avrebbe intaccato le loro Supply Chain. Dall’altre parte dell’oceano, negli Stati Uniti, si avvicinava una turbolenta stagione elettorale, il cui risultato, a prescindere dal vincitore, avrebbe avuto un impatto enorme sulle regolamentazioni per le imprese nei successivi quattro anni.

Incertezze, queste, alle quali si aggiungevano la grande preoccupazione degli addetti alle Supply Chain per i mutamenti climatici e la sicurezza informatica.

In uno scenario economico già incerto e volatile, l’esplosione del Covid-19 e le misure di contenimento della pandemia hanno costretto le aziende a correre ai ripari e cercare nuove soluzioni.

Per capire meglio quali sono le priorità per le imprese a livello globale, Dun and Bradstreet – gruppo a cui appartiene CRIBIS e leader mondiale nel settore delle business information – ha chiesto un parere a più di mille esperti di Procurement e Supply Chain.

L’indagine non ha come unico obiettivo quello di capire come affrontare le sfide del presente, quanto piuttosto di trovare soluzioni a lungo termine per essere pronti ad affrontare emergenze dirompenti come la pandemia.

 

TRASFORMAZIONE DIGITALE IN CIMA ALLA LISTA DELLE PRIORITÀ

In generale, i responsabili delle Supply Chain hanno reagito concentrandosi sulla trasformazione digitale. Secondo il 99% dei partecipanti al sondaggio, la “disruption” causata dal Covid-19 ha avuto un impatto sui loro processi d’acquisto. Per adattarsi alla nuova realtà, il 40% dei partecipanti ha dichiarato di aver stretto una collaborazione più solida con altre funzioni aziendali, mentre il 37% ha velocizzato le operazioni d’acquisto e il 36% ha rinegoziato gli accordi con i fornitori.

I decision maker hanno cercato di automatizzare dei processi all’interno della Supply Chain per alleggerire la pressione di alcune attività, migliorarne l’efficacia e soprattutto per trarre insights e statistiche a supporto dell’azione decisionale nel futuro.

Almeno il 37% dei partecipanti, infatti, ha automatizzato alcuni processi o investito in tecnologia per supportare il coinvolgimento dei fornitori o della forza lavoro; una rivoluzione necessaria per adattarsi allo scenario pandemico.

Ciononostante, l’efficienza operativa è ancora un problema per il 98% dei manager che hanno risposto al sondaggio. La ricerca di una maggior efficienza nei processi d’acquisto e di gestione delle Supply Chain passa soprattutto dalla trasformazione digitale e dall’automazione.

Molte attività, dunque, si stanno preparando per un futuro sempre più digitale. Ben il 30% degli intervistati – la maggioranza - crede che la trasformazione digitale sia la priorità assoluta del 2021.

 

 

DATI COME SUPPORTO AL PROCESSO DECISIONALE

I partecipanti hanno inoltre dichiarato che i dati saranno un asset cruciale nel futuro post-pandemico. In particolare, le informazioni sui fornitori saranno il principale supporto al processo decisionale dei manager. Migliorare la qualità degli insights e delle informazioni, non a caso, è una delle priorità per il 40% dei partecipanti al sondaggio.

Il 40% degli intervistati crede che avere una visione “dall’alto” della Supply Chain sia una priorità, mentre il 38% pensa che la condivisione dei dati e delle informazioni fra i diversi settori dell’azienda sia cruciale. Infine, il 37% dei leader che hanno preso parte al sondaggio trova importante migliorare il modo in cui vengono impiegati i dati già in possesso. Gli esperti di Supply Chain e Procurement, in generale, intravedono nei dati la possibilità di innovare il proprio business, con il fine di rendere più efficiente il processo di acquisto.

Le aziende inoltre hanno intenzione di sfruttare i dati per comprendere nel dettaglio la propria Supply Chain, così da poter dipendere meno da specifici venditori e per scoprire in modo accurato e sicuro quali sono i legami fra i fornitori.

Nonostante migliorare l’efficienza sia cruciale, anziché tagliare i costi, le aziende sembrano aver scelto un approccio ibrido per costruire una supply chain resiliente. Grazie alla combinazione fra diverse tecnologie, le imprese di tutto il mondo si impegneranno a spendere meglio più che a spendere meno. Un cambio di mentalità reso possibile da una gamma di informazioni che mitiga il rischio e qualifica i fornitori. 

La pandemia ci ha insegnato che le aziende di tutto il mondo, a prescindere dal settore e dal mercato in cui operano, devono essere in grado di fare due cose: cambiare e adattarsi velocemente.

La gestione della Supply Chain, in particolare, è cambiata in modo decisivo. I manager hanno dovuto battere nuove strade, costruire da zero processi innovativi e dimostrarsi resilienti e pronti ad accogliere le innovazioni.

In questi mesi CRIBIS non ha mai smesso di supportare le aziende, fornendo loro strumenti per valutare i propri fornitori, identificando i migliori e i più affidabili.

 

Massimiliano Solari, Direttore Generale CRIBIS

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