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Startup innovative in Italia: i dati dell'osservatorio CRIBIS

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Nel 2025 in Italia scende il numero delle start up innovative iscritte all’apposito registro, ma cresce la loro specializzazione nei settori ad alta intensità tecnologica. 

Secondo i dati, aggiornati a gennaio 2026, dell’Osservatorio Startup Innovative di CRIBIS, infatti, nel 2025 sono 11.090 le startup innovative attive, in calo del 4,2% rispetto al 2024.

Qual è l’identikit delle startup innovative italiane?

È bene ricordare che rientrano nella definizione di startup innovative le imprese aventi residenza in Italia (o altro Paese facente parte dello Spazio Economico Europeo, ma con sede produttiva o filiale in Italia) costituite da non più di cinque anni, con fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro, non risultanti da fusione, scissione o cessione di ramo d'azienda, non quotate, che non distribuiscono utili e con oggetto sociale orientato a sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Una volta chiarito di che tipo di realtà stiamo parlando, andiamo a vedere quali caratteristiche emergono dall’Osservatorio di CRIBIS. Il primo dato interessante è che la Lombardia è decisamente la regione con maggiore presenza di startup innovative, con bene il 29,1% delle imprese presenti sul territorio lombardo. Seguono Campania (12,4%), Lazio (11,4%), Emilia-Romagna (7,2%), Veneto e Piemonte (5,6%), Sicilia (5,1%). Le altre regioni non raggiungono il 5%.

Altro elemento interessante da notare è che 1.502 startup sono riconducibili a imprenditoria femminile, mentre 3.690 risultano guidate da imprenditoria giovanile, confermando il ruolo delle nuove generazioni nello slancio all’innovazione, seppur con margini di crescita sul fronte della parità di genere.

La programmazione informatica traina l’innovazione

La mappa settoriale evidenzia una forte concentrazione nel comparto ICT. Il 39,3% delle startup innovative svolge attività di programmazione informatica (codice ATECO 621). Un settore decisamente dominante se si considera che gli altri comparti seguono a grande distanza:

·       Ricerca e sviluppo nelle scienze naturali e ingegneria (11,4%)

·       Portali di ricerca web (4,9%)

·       Consulenza informatica (4,0%)

·       Servizi IT avanzati (3,7%)

·       Biotecnologie (2,9%)

·       Consulenza imprenditoriale e gestionale (2,1%)

 

Quote più ridotte si registrano nel commercio al dettaglio non specializzato (1,2%), nell’editoria di software (1,1%) e nella fornitura nei servizi di infrastrutture informatiche, hosting e attività connesse (0,9%).

 

Startup innovative: occupazione e fatturato

L’Osservatorio segnala un’evoluzione positiva nei trend del giro d’affari e degli addetti impiegati. Il fatturato passa da 110.576.057 euro nel 2021 a 231.821.882 nel 2022, per poi arrivare a 380.941.075 nel 2023.

Per quel che riguarda l’occupazione, il numero di dipendenti sale da 2.188 del 2022 a 3.251 del 2023, per poi raggiungere 4.445 nel 2024.

Sebbene con dinamiche differenziate per dimensione e grado di maturità delle imprese, il dato suggerisce che le startup mediamente più strutturate e orientate alla crescita riescono ad aumentare il business e dare lavoro a più persone.

Digital attitude e innovation score nelle startup innovative

Un ulteriore elemento distintivo riguarda la digital attitude e l’innovation score, indicatori proprietari che misurano il livello di digitalizzazione e la propensione all’innovazione delle imprese. La distribuzione mostra una buona quota di start up con profilo digitale medio-alto, coerente con la forte concentrazione nei settori tecnologici. Nello specifico, la digital attitude è alta nel 19% delle realtà, medio-alta nel 23,2% dei casi, media per il 13,2%, medio-bassa per il 26,7% e bassa per il 18%.

Quanto invece alla capacità di innovare, l’innovation score è alto nel 17,7% delle startup, medio-alto nel 35%, medio nel 26,1%, medio-basso nel 16,3%  e basso nel 4,9%.

Startup: una risorsa per il Paese

Il quadro che emerge dall’Osservatorio CRIBIS è quello di un universo di startup che, pur attraversando una fase di assestamento numerico, continua a rafforzare la propria specializzazione tecnologica. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’innovazione in un volano di crescita, favorendo l’accesso al capitale, l’internazionalizzazione e il consolidamento delle competenze.

In un contesto globale sempre più competitivo, le startup innovative sono e restano un asset strategico per il Paese, chiamate a fare da ponte tra ricerca, innovazione e sviluppo economico.

Lutrino Tiziana
L'AUTORE
Tiziana Lutrino

Business Intelligence Coordinator, CRIBIS

In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.

Business Intelligence Coordinator, CRIBIS

In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.

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