Internazionalizzazione
Pasta: Italia al primo posto in UE per produzione, esportazione e consumo
Il settore della pasta si conferma uno dei pilastri della produzione agroalimentare italiana. Scopri i dati su produzione, export e consumi.
Il comparto della pasta continua a essere uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano ed europeo, confermando la sua centralità non solo come simbolo culturale ma anche come leva economica strategica. I dati relativi al 2024 e le stime per il 2025 mostrano un quadro di leadership strutturale dell’Italia in produzione, esportazione e consumo della pasta, con trend di crescita nonostante le sfide globali.
L’Italia è leader nell’UE per la produzione di pasta
Secondo le elaborazioni su dati Eurostat e delle associazioni di categoria del settore, nell’Unione Europea nel 2024 sono state prodotte complessivamente circa 6 milioni di tonnellate di pasta, per un valore stimato in 9,1 miliardi di euro.
Di questo totale, l’Italia produce circa 4,2 milioni di tonnellate, ovvero il 69% dell’intera produzione comunitaria, nettamente davanti agli altri Paesi. Seguono a grande distanza Spagna (con 367 mila tonnellate, 6% del totale) e Germania (con 290 mila tonnellate, circa 5%).
La contrazione dei volumi di produzione europea (-5% rispetto al 2023) si accompagna però a un aumento del valore complessivo del settore (+3%), segno che non solo si produce molto, ma cresce anche la qualità percepita e i prezzi medi di mercato.
L’Italia esporta pasta soprattutto verso i Paesi UE
La fetta destinata ai mercati esteri è significativa: 2,2 milioni di tonnellate esportate su un totale europeo di 2,9 milioni nel 2024 (le importazioni europee di pasta sono 1,7 milioni di tonnellate), pongono l’Italia saldamente al primo posto anche nel commercio internazionale di pasta. La Spagna è il secondo Paese esportatore con 131 mila tonnellate, pari a circa il 5% del totale.
Il 55% dell’esportazione italiana di pasta è diretto verso Paesi UE, in particolare Germania (468 mila tonnellate) e Francia (372 mila tonnellate). Il restante 45% va nei mercati extra-UE, con Regno Unito e Stati Uniti tra i principali destinatari.
Anche nei primi mesi del 2025, l’export italiano ha continuato a crescere, registrando un incremento dei volumi del +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante pressioni internazionali come dazi, inflazione e rincari delle materie prime, in particolare di grano e farina.
L’Italia è al vertice mondiale per il consumo di pasta
Secondo le analisi diffuse dall’Unione Italiana Food (UIF), con 23,3 chili consumati ogni anno da ciascun cittadino, gli italiani guidano la classifica mondiale del consumo pro-capite. Questa forte domanda interna non diminuisce l’orientamento all’estero: circa il 60% della produzione nazionale raggiunge oltre 200 Paesi, facendo della pasta italiana non solo un alimento base, ma anche una delle principali ambasciatrici del Made in Italy nel mondo.
A confermare questo aspetto è un’indagine demoscopica realizzata da AstraRicerche per conto di UIF, da cui emerge come per l’80% degli intervistati la pasta rappresenti l’essenza dell’italianità, mentre per il 96,6% rappresenta una vera e propria ambasciatrice del Made in Italy nel mondo.
Inoltre, la pasta è tra i primi cinque elementi che rendono gli italiani fieri della propria identità, accanto al patrimonio artistico, ai monumenti, al paesaggio e alla tradizione letteraria.
Contesto e prospettive della produzione di pasta
Il settore della pasta, pur essendo competitivo e impegnato a fronteggiare pressioni inflazionistiche sui costi di produzione, volatilità nelle materie prime e dinamiche commerciali internazionali complesse, resta uno dei più significativi e floridi per l’Italia.
La capacità di mantenere e aumentare le esportazioni, insieme a forti consumi domestici, ci posizionano come punto di riferimento globale: rimane fondamentale preservare questa posizione continuando a curare qualità e innovazione dei prodotti.
L'AUTORE
Mauro Cortesi
Top Customer Consulting Manager, CRIBIS
Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
Top Customer Consulting Manager, CRIBIS
Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
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