Supply Chain Compliance

Cosa cambia per le imprese con il nuovo regolamento sul rating di legalità

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A marzo del 2026 è entrato in vigore il nuovo regolamento sul rating di legalità, che diventa sempre di più una leva reputazionale per le aziende. Scopri di più.

Il 16 marzo 2026 è entrato ufficialmente in vigore il nuovo regolamento sul rating di legalità adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio, l’importanza di questo provvedimento sta nell’influenza che il rating di legalità ha sulla reputazione aziendale e sull’accesso a opportunità economiche.


Cos’è il rating di legalità e perché conta

Il rating di legalità è un indicatore sintetico che misura il rispetto di standard normativi ed etici da parte delle imprese.

Pur essendo volontario, il rating di legalità ha un impatto concreto sul business aziendale. Incide, infatti, sull’accesso al credito bancario, ai finanziamenti pubblici e alle gare d’appalto, diventando di fatto uno strumento utile per ottenere risorse economiche indispensabili per la vita aziendale e per consolidare il vantaggio competitivo.


Rating di legalità: le principali novità del regolamento 2026

Quali sono le principali novità del nuovo regolamento sul rating di legalità? Passiamo in rassegna le più importanti.


1. Durata estesa a tre anni

La modifica più evidente riguarda la validità del rating, che passa da due a tre anni. L’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi e garantire maggiore continuità alle imprese, con meno rinnovi e minore frammentazione burocratica.


2. Premialità per la continuità

Il nuovo regolamento introduce un meccanismo premiale: le imprese che hanno ottenuto il rating in modo continuativo per almeno tre rinnovi consecutivi ricevono un punteggio aggiuntivo. Si tratta di un incentivo diretto alla stabilità dei comportamenti virtuosi nel tempo.


3. Attestazione in lingua inglese

Per favorire l’internazionalizzazione, il certificato di rating sarà rilasciato anche in inglese. Una novità che rafforza la spendibilità del rating nei mercati globali e nei rapporti con partner esteri.


4. Rafforzamento dei controlli e dei requisiti

Il nuovo regolamento introduce una disciplina più articolata dei requisiti e dei motivi ostativi, includendo verifiche su ambiti penali, fiscali, contributivi, concorrenziali e di sicurezza sul lavoro. In parallelo, si registra un innalzamento degli standard richiesti, con l’obiettivo di riservare il rating alle imprese realmente virtuose.


5. Procedure più strutturate e digitali

Le domande dovranno essere presentate tramite la piattaforma WebRating, utilizzando nuovi modelli e formulari aggiornati. Inoltre, è possibile richiedere l’incremento del punteggio anche durante il periodo di validità del rating, introducendo maggiore flessibilità.


Il rating di legalità è un’opportunità strategica per le aziende

Il nuovo regolamento segna un’evoluzione culturale prima ancora che normativa. Il rating di legalità diventa infatti più strumento di governance, integrato nei sistemi di controllo interno, indicatore reputazionale, rilevante per stakeholder e investitori, leva competitiva, soprattutto nei rapporti con banche e pubblica amministrazione.

Le imprese sono così chiamate e invogliate a rafforzare i propri modelli organizzativi, adottare procedure più rigorose e monitorare costantemente i requisiti richiesti.

La riforma del 2026 va verso l’equilibrio tra tutela della concorrenza, incentivazione del rispetto delle norme e semplificazione amministrativa, favorendo la diffusione della cultura della legalità. L’obiettivo è quello di superare una logica meramente formale della compliance. Non basta più rispettare i requisiti minimi: viene premiata la continuità, la trasparenza e la capacità di dimostrare nel tempo comportamenti etici.

In questo senso, il rating di legalità diventa a maggior ragione uno strumento di selezione qualitativa del tessuto imprenditoriale, capace di distinguere le imprese non solo per performance economica, ma anche per affidabilità e integrità.  

Per le imprese, il messaggio è chiaro: investire in legalità è una condizione sempre più determinante per competere, accedere a risorse e consolidare la propria posizione sul mercato.

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L'AUTORE
Michele Colombo

Product Marketing & GTM Manager, CRIBIS

Ha lavorato per oltre 20 anni nel marketing del gruppo CRIF, coordinando progetti di comunicazione, product marketing, business intelligence e sales acceleration. Oggi è responsabile del product marketing e delle strategie di commercializzazione di CRIBIS.

Product Marketing & GTM Manager, CRIBIS

Ha lavorato per oltre 20 anni nel marketing del gruppo CRIF, coordinando progetti di comunicazione, product marketing, business intelligence e sales acceleration. Oggi è responsabile del product marketing e delle strategie di commercializzazione di CRIBIS.

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