Sviluppo Business
Pet economy in Italia: mercato oltre i 5,3 miliardi di euro
La pet economy italiana vale 5,3 miliardi di euro. Crescono pet food, prodotti per gatti, canali specializzati ed e-commerce.
Il mercato degli animali da compagnia in Italia consolida il proprio ruolo, anche economico, sostenuto da una diffusione sempre più capillare dei pet nelle famiglie. È quanto emerge dal Rapporto Assalco–Zoomark 2026, da cui emerge un comparto capace di adattarsi ai cambiamenti sociali e demografici del Paese.
Quanti animali domestici ci sono in Italia
Secondo il rapporto, in Italia nel 2025 la popolazione pet ha raggiunto quota 53,6 milioni di animali da compagnia, un dato che conferma quanto il nostro Paese sia pet friendly.
I pesci rappresentano la categoria più numerosa, con 25,3 milioni di esemplari ospitati in circa 1,7 milioni di acquari. Seguono:
- 11 milioni di gatti;
- 9,1 milioni di cani;
- 4,1 milioni di uccelli;
- 2,7 milioni di rettili e anfibi;
- 1,4 milioni di piccoli mammiferi.
La presenza degli animali domestici è ormai molto diffusa: il 54,5% delle famiglie italiane vive con almeno un pet. La percentuale sale al 66,7% tra i nuclei con bambini piccoli.
Più nel dettaglio, il 28,7% delle famiglie possiede almeno un cane e il 26,7% almeno un gatto. Seguono i nuclei con pesci, uccelli, rettili, anfibi e piccoli mammiferi.
Quanto vale la pet economy in Italia
Dal punto di vista economico, nel 2025 il mercato del pet food e pet care (accessori, igiene, salute, lettiere e prodotti per altri animali) è arrivato a valere 5,3 miliardi di euro (+2,5% rispetto al 2024), di cui 4,2 miliardi di euro (il 79% del mercato totale dei prodotti per animali) derivanti da cibo per cani e gatti (+2,7%).
Gli altri principali segmenti sono:
- accessori per cani e gatti: 654,9 milioni di euro, +1,9%;
- lettiere per gatti: 328,2 milioni, +2%;
- alimenti per altri animali: 63 milioni, -1,8%;
- accessori per altri animali: 41,7 milioni, +1%.
Il segmento dedicato ai gatti continua a rappresentare il fulcro del mercato pet in Italia. Con un valore di 2,353 miliardi di euro e un incremento del 4,3% su base annua. A trainare le performance sono soprattutto i prodotti umidi e gli snack, con questi ultimi in particolare che evidenziano una crescita significativa: +7,2% a valore e +9,8% nei volumi.
Più contenuto invece l’andamento del comparto cane, che ha un valore di 1,848 miliardi di euro e segna un progresso limitato allo 0,7%. In questo caso, il segmento del secco si mantiene sostanzialmente stabile, mentre i prodotti umidi mostrano dinamiche più favorevoli.
Nel complesso, il mercato è guidato dagli alimenti umidi, che superano i 2 miliardi di euro di vendite. Seguono i prodotti secchi, con un giro d’affari di circa 1,8 miliardi, e gli snack, che raggiungono i 409 milioni di euro.
La crescente sensibilità verso il benessere degli animali sta orientando in modo deciso le scelte di acquisto dei proprietari. Si rafforza infatti la domanda di alimenti formulati con ingredienti funzionali, superfood e soluzioni specifiche come le diete grain free, gli snack liquidi e i prodotti studiati per particolari fasi della vita o esigenze fisiologiche.
Guardando le tendenze, è interessante notare che tra il 2022 e il 2025 il comparto degli alimenti per cani e gatti ha registrato un tasso medio annuo di crescita del 6,9%.
Quali sono i canali di acquisto di pet care e pet food
Sul fronte distributivo, continua a crescere il peso dell’e-commerce, che nel 2025 arriva a rappresentare l’11,5% del mercato del pet food a valore, per un giro d’affari pari a 483 milioni di euro.
Avanzano anche le catene specializzate nella vendita di prodotti per animali da compagnia (petshop e catene gestite dalla GDO), che raggiungono una quota del 23,3%. Nel complesso, il canale specializzato (petshop indipendenti, catene e petshop della GDO) genera 1,7 miliardi di euro e concentra il 40,9% delle vendite totali.
Segnali negativi, invece, per supermercati e ipermercati, che registrano una contrazione dell’1%, indicando un progressivo spostamento degli acquisti verso canali alternativi al grocery tradizionale.
Pet economy: tendenze e prospettive
Il quadro delineato dal Rapporto Assalco-Zoomark mostra come la pet economy non rappresenti soltanto un fenomeno commerciale, ma anche sociale.
La maggiore diffusione degli animali domestici si accompagna a:
- una crescente attenzione al loro benessere;
- consumi più specializzati;
- una maggiore incidenza dei canali digitali;
- un rafforzamento delle catene specializzate;
- una progressiva evoluzione del quadro normativo e fiscale.
Il mercato mostra segnali di maturità, ma conserva ulteriori margini di sviluppo. Il legame sempre più stretto tra italiani e animali domestici continua infatti a tradursi in valore economico, confermando la pet economy come uno dei comparti più dinamici e resilienti del panorama nazionale.
L'AUTORE
Niccolò Zuffetti
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
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