giovedì 30 maggio 2019

FALLIMENTI IMPRESE ITALIA: 2014 ANNO ‘NERO’, 2010 ‘POSITIVO’

Nell’arco degli ultimi dieci anni il 2014 è stato l’anno nero per i fallimenti delle imprese italiane, con 15.336 aziende costrette a chiudere forzatamente la propria attività, mentre il 2010 è stato il meno negativo (10.888). È quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia al primo trimestre 2019 condotta da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.

“Nel primo trimestre del 2019 – commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS – i fallimenti delle imprese italiane sono diminuiti del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da 2972 a 2.867), con cali più significativi nel settore dell’edilizia (-12,5%, 505 aziende fallite) e più contenuti nei servizi (-2,2%), dove le imprese costrette a chiudere i battenti sono state 656”.

In controtendenza, secondo quanto rilevato da CRIBIS, il settore ‘industria’, che con 535 fallimenti registra un incremento delle cessazioni del 5,9%. L’analisi ha anche rilevato dall’inizio del 2019, 924 fallimenti nel settore “commercio” (-4,9%). Le aziende che hanno portato i libri in tribunale nei primi tre mesi del 2019 sono state il 6,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 (2.703) ma anche il 23,8% in meno rispetto al primo trimestre del 2014 (3.760).

Nei primi tre mesi di quest’anno la regione con la percentuale più alta di fallimenti rispetto al totale delle imprese attive è risultato il Lazio, seguito nell’ordine da Umbria, Lombardia e Toscana.

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Il rapporto di CRIBIS mette in luce come negli ultimi 10 anni il numero di concordati preventivi abbia toccato il suo massimo nel 2013, con 1995 procedure, mentre il punto più basso è stato raggiunto lo scorso anno (476). Il numero di procedure concorsuali volte a evitare il fallimento delle aziende ha superato le mille unità anche nel 2010 e 2012 (1.045), 2014 (1.622) e 2015 (1252).

La Lombardia, motore economico dell’Italia, è la regione dove si registra il più elevato numero di fallimenti nel primo trimestre 2019 (577, il 20,1% del totale), seguita dal Lazio (407, il 14,2%) e dal Veneto (263, 9,2%). Poco più distante la Toscana (246, 8,6%), che precede la Campania (229, 8%), la Sicilia (190, 6,6%) e l’Emilia-Romagna (181, 6,3%). In Piemonte il numero di aziende costrette a chiudere (135) è più elevato del 4,7% rispetto a quello che CRIBIS ha rilevato in Puglia (122) e Sardegna (92) ed è più del doppio rispetto a Marche (76), Abruzzo (75) e Calabria (68).
 

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