Sostenibilità

Cos’è il SBTi Corporate Net-Zero Standard e come aiuta le aziende a fissare degli obiettivi di decarbonizzazione

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Il Corporate Net-Zero Standard è un framework che aiuta le imprese a fissare obiettivi scientificamente validati e misurabili per la sostenibilità ambientale.

Negli ultimi anni la corsa verso il “net zero” è diventata una priorità per le imprese di tutto il mondo, ma se è vero che crescono le aziende che dichiarano l’intenzione di azzerare le proprie emissioni entro il 2050, è anche vero che non sempre queste promesse si accompagnano a strategie concrete e verificabili.

Il rischio, in assenza di criteri chiari, è di cadere nel greenwashing, alimentando diffidenza da parte di consumatori e investitori. A colmare questo vuoto interviene la Science Based Targets initiative (SBTi) con il suo Corporate Net-Zero Standard, un framework internazionale che aiuta le imprese a trasformare l’ambizione climatica in obiettivi scientificamente validati e misurabili.

 

Che cos’è la Science Based Targets Initiative (SBTi)

La SBTi nasce nel 2015 dalla collaborazione tra CDP (Carbon Discosure Project), Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute e WWF. La sua missione è semplice ma cruciale: realizzare delle linee guida pratiche per il settore privato con valore scientifico. Non si tratta di fissare obiettivi generici, ma di costruire piani di riduzione delle emissioni coerenti con l’impegno di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 °C, come previsto dall’Accordo di Parigi.

Con il tempo, la SBTi ha elaborato strumenti e metodologie per diversi settori, fino ad arrivare al Corporate Net-Zero Standard, che rappresenta oggi il punto di riferimento più autorevole per le imprese non finanziarie che vogliono certificare il proprio percorso verso il net zero. Per banche e istituzioni finanziarie, invece, esiste un framework specifico.

In sostanza, SBTi fornisce strumenti, risorse e linee guida affinché le aziende che aderiscono all’iniziativa possano intraprendere un percorso rigoroso di riduzione delle emissioni andando a definire in modo scientifico il calcolo delle emissioni, la definizione degli obiettivi di riduzione da perseguire, il lasso temporale in cui devono essere ottenuti i risultati decisi.

 

Cosa prevede il Corporate Net-Zero Standard

Alla base del Corporate Net-Zero Standard c’è la fissazione di obiettivi a medio-breve termine, di solito fissati al 2030, e obiettivi a lungo termine, orientati al 2050 (o prima). Una volta definiti gli obiettivi, le aziende devono dimostrare di saper ridurre in maniera significativa le emissioni dirette e indirette (Scope 1 e Scope 2), e affrontare in modo trasparente anche le emissioni di filiera (Scope 3), che spesso rappresentano la parte più consistente dell’impronta climatica di un’impresa.

Il percorso verso il net zero, secondo lo SBTi, non può limitarsi a compensare le emissioni. Al contrario, l’azienda deve impegnarsi concretamente nel ridurre in modo diretto almeno il 90% delle proprie emissioni. È questo approccio rigoroso a differenziare il Corporate Net-Zero Standard da altre iniziative più flessibili, spesso criticate per la loro scarsa efficacia.

Per ottenere la validazione dei target di riduzione delle emissioni da SBTi, le aziende devono:

  • presentare una dichiarazione d’impegno, formalizzando la volontà di definire gli obiettivi di riduzione su base scientifica e chiedendo di aderire formalmente all’iniziativa;
  • decidere a quale approccio aderire nello sviluppo dei target di riduzione. Con la contrazione assoluta, l'azienda deve ridurre le sue emissioni totali di gas serra in termini assoluti, entro un determinato periodo; con le metriche di intensità, si tengono in considerazione le circostanze specifiche dell’azienda e si punta alla riduzione delle emissioni per unità di output;
  • sottoscrivere l’impegno e presentare gli obiettivi: l'impresa ha 24 mesi di tempo dal momento della firma della dichiarazione d’impegno per definire e presentare i target di riduzione che verranno poi valutati in base alle linee guida SBTi;‍
  • comunicare pubblicamente gli obiettivi di riduzione a breve e lungo termine che sono stati definiti, strutturati, approvati e validati. Allo stesso tempo SBTi pubblica nella sua pagina web aziende che hanno aderito all’iniziativa e i loro target;
  • divulgare annualmente i dati sulle emissioni e i progressi ottenuti rispetto agli obiettivi comunicati. 

Le novità della revisione 2.0 del Corporate Net-Zero Standard

La SBTi ha recentemente avviato una revisione che porterà a una nuova versione del Corporate Net-Zero Standard. La bozza della cosiddetta “Versione 2.0” introduce alcune novità importanti: maggiore attenzione alle emissioni Scope 3, nuove regole sull’uso dei certificati ambientali, la richiesta di separare gli obiettivi per le emissioni dirette e quelle da energia e una più rigorosa rendicontazione dei progressi.

Lo scopo è rendere lo standard ancora più chiaro, robusto e applicabile anche a realtà più piccole, come le PMI, che finora hanno incontrato maggiori difficoltà nell’adozione.

 

La sostenibilità guida credibilità aziendale e innovazione

Adottare questo approccio significa, prima di tutto, guadagnare credibilità. In un’epoca in cui investitori, clienti e stakeholder chiedono prove concrete sul fronte ESG, avere obiettivi validati dalla SBTi equivale a un marchio di affidabilità. Ma non si tratta soltanto di reputazione: la definizione di target net zero basati sulla scienza obbliga le imprese a integrare la decarbonizzazione nei propri piani industriali, riducendo così rischi di compliance e non solo.

Le aziende che scelgono questa strada scoprono spesso benefici correlati, come una maggiore efficienza energetica, l’accesso a finanziamenti green e la possibilità di sviluppare innovazioni di processo e di prodotto.

Nonostante i suoi punti di forza, il percorso SBTi non è privo di sfide. La misurazione e la gestione delle emissioni di filiera restano complesse, soprattutto per aziende con supply chain internazionali. A ciò si aggiungono i costi e l’impegno amministrativo richiesti, che possono scoraggiare le imprese di dimensioni più ridotte.

Ciononostante, lo SBTi Corporate Net-Zero Standard si conferma oggi come un importante riferimento per tutte quelle realtà che vogliano affrontare con serietà la transizione climatica. In un mercato sempre più attento alla sostenibilità, dimostrare concretamente di contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile non è solo un gesto di responsabilità, ma anche una strategia di competitività a lungo termine.

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L'AUTORE
Fiorenza Orsitto

ESG Business Manager, CRIBIS

Fiorenza Orsitto, dopo anni di esperienza nel mondo della consulenza direzionale Banking & Finance, entra a far parte del settore delle Business Information con particolare attenzione a progettualità complesse dedicate a grandi realtà italiane. In CRIBIS attualmente ricopre il ruolo di ESG Business Manager coordinando il team di ESG Solutions al fine di dare alle imprese strumenti per supportare il proprio processo di transizione sostenibile e valutare le performance ESG proprie e dell’intera catena del valore.

ESG Business Manager, CRIBIS

Fiorenza Orsitto, dopo anni di esperienza nel mondo della consulenza direzionale Banking & Finance, entra a far parte del settore delle Business Information con particolare attenzione a progettualità complesse dedicate a grandi realtà italiane. In CRIBIS attualmente ricopre il ruolo di ESG Business Manager coordinando il team di ESG Solutions al fine di dare alle imprese strumenti per supportare il proprio processo di transizione sostenibile e valutare le performance ESG proprie e dell’intera catena del valore.

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