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Cosa prevede il nuovo accordo commerciale sui dazi fra USA e UE?

Accordo Ue Usa

Il nuovo accordo commerciale punta a una maggiore stabilità nei rapporti commerciali fra USA e UE. Scopri cosa cambia per le aziende.

Dopo mesi di tensioni e annunci, Unione europea e Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa sull’accordo sui dazi che punta a ristabilire una maggiore stabilità nei rapporti economici transatlantici.

Le due parti avevano già raggiunto un’intesa nel luglio 2025, in seguito all’annuncio a sorpresa del presidente Trump sull’introduzione di nuove tariffe commerciali. L’accordo, tuttavia, non era ancora entrato in vigore poiché era in attesa dell’approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo.

Proprio questo ritardo nell’approvazione, ha fatto sì che nel maggio 2026, il presidente americano abbia minacciato l'introduzione di dazi più alti rispetto all’intesa raggiunta l’anno precedente, se l'accordo non fosse stato ratificato entro il 4 luglio.

Ed ecco che l’UE è dovuta ancora una volta mettersi al tavolo delle trattative fino all’annuncio del 20 maggio 2026 che il Consiglio e il Parlamento UE hanno raggiunto un accordo sull'attuazione delle disposizioni tariffarie della Dichiarazione congiunta UE-USA adottata nell’estate del 2025.


Quali sono i termini del nuovo accordo sui dazi tra USA e UE?

L’accordo raggiunto nel 2025 prevede l’applicazione di dazi del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. Per ottenere il consenso di tutti i 27 Stati membri, il Parlamento europeo ha lavorato a una serie di modifiche al testo, mentre il confronto con Washington è stato segnato da divergenze sulle clausole di salvaguardia e sulle condizioni di sospensione dell’intesa.

Il Parlamento si è trovato così a dover ridimensionare le proprie richieste e nel testo finale è previsto che gli Stati Uniti abbiano tempo fino alla fine dell'anno per eliminare le sovrattasse superiori al 15% sui componenti in acciaio, invece di imporre questa clausola come precondizione.

Un altro aspetto a lungo dibattuto riguardava le cosiddette clausole "sunrise" e "sunset", in base a cui l’accordo sarebbe entrato in vigore in UE una volta che gli Stati Uniti avessero rispettato pienamente i propri impegni e sarebbe scaduta se non rinnovata nel 2028. Nel nuovo accordo, la clausola "sunrise" è stata tolta, mentre la "sunset" è slittata a fine 2029.

Tra le novità dell’accordo figura anche l’azzeramento dei dazi ancora applicati a diversi prodotti industriali statunitensi. Viene inoltre favorito l’ingresso nel mercato europeo di alcuni prodotti agricoli e ittici americani, grazie a condizioni tariffarie più vantaggiose. Stop, infine, ai dazi sulle importazioni di aragosta, comprese le preparazioni trasformate.

L’accordo prevede, però, una clausola di salvaguardia, qualora ci fosse un forte aumento delle importazioni dagli Stati Uniti, e la Commissione europea ha il potere di sospendere, in parte o completamente, l’intesa, se gli USA dovessero mettere a rischio le relazioni commerciali con l’Unione europea.

E, come anticipato, l’UE è autorizzata a sospendere le concessioni relative ai prodotti siderurgici e di alluminio a favore degli Stati Uniti se, entro il 31 dicembre 2026, gli States continuano ad applicare un’aliquota tariffaria superiore al 15% su questi prodotti (al momento i dazi sono del 50%).

Grazie a questa nuova revisione, la ratifica degli accordi dovrebbe arrivare entro la scadenza fissata da Trump, scongiurando così le tariffe "molto più elevate" promesse dal tycoon che aveva minacciato l’UE di aumentare i dazi su auto e camion europei dal 15 al 25%.


Cosa cambia per imprese e commercio transatlantico con la nuova intesa sui dazi?

Il compromesso rappresenta un punto di equilibrio tra due esigenze opposte: da un lato, garantire stabilità negli scambi commerciali, dall’altro, preservare strumenti di difesa per preservare il mercato.

Non a caso, Bruxelles insiste sulla reciprocità e sulla possibilità di reagire rapidamente a comportamenti considerati ostili.

Sul piano economico, l’accordo potrebbe favorire una ripresa degli scambi e ridurre l’incertezza per imprese e investitori. Settori come la manifattura e l’agroalimentare sono tra i principali beneficiari.

Il commercio transatlantico, pilastro dell’economia globale, ritrova così una cornice regolamentata, ma il futuro dell’accordo dipenderà dalla capacità delle due potenze di trasformare questo compromesso in una cooperazione stabile e duratura

 

 

Mauro Cortesi
L'AUTORE
Mauro Cortesi

Top Customer Consulting Manager, CRIBIS

Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.

Top Customer Consulting Manager, CRIBIS

Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.

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