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Il settore ICT in Italia varrà 91 miliardi entro il 2028

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Il settore ICT in Italia mostra un trend in crescita e secondo le stime raggiungerà un valore di 91 miliardi entro il 2028. Scopri tutti i dati.

Il digitale si conferma uno degli elementi imprescindibili in grado di supportare la crescita economica italiana. Secondo il rapporto “Il Digitale in Italia 2025” di Anitec-Assinform, il settore ICT nazionale continuerà a espandersi nei prossimi anni, arrivando a superare quota 91 miliardi di euro entro il 2028, consolidando un trend di sviluppo più rapido rispetto al resto dell’economia.

Dal report di Anitec-Assinform, pubblicato a dicembre 2025, emerge chiaramente come nonostante l’elevata incertezza economica e geopolitica, nel primo semestre del 2025 il mercato digitale italiano abbia continuato il proprio percorso di sviluppo, con un incremento del +3,2% che lo ha portato a un valore complessivo di 40,5 miliardi di euro.

A sostenere questa dinamica sono stati soprattutto la digitalizzazione dei processi aziendali e l’adozione di tecnologie innovative. Per l’intero 2025 si stima il raggiungimento di un valore pari a 84,2 miliardi di euro. Nel medio termine, la crescita dovrebbe proseguire, pur con un ritmo più moderato: il CAGR previsto è del +2,8% fino al 2028, con un valore complessivo atteso di 91,5 miliardi di euro entro la fine del periodo.


Servizi ICT, cloud e AI guidano la crescita del settore digitale in Italia

L’analisi per comparto evidenzia una forte eterogeneità nel primo semestre 2025:

  • servizi ICT +7,1% (8,67 mld €), un incremento dovuto a progetti di trasformazione digitale, cloud, sicurezza (NIS2) e AI generativa;
  • software e soluzioni ICT +3-3,5% (4,35 mld €), per via della spinta derivante da software middleware per integrazione e ambienti multicloud;
  • contenuti e pubblicità digitale +5,5%, (8,18 mld €), trainati da digital advertising, mobile entertainment, app e gaming online;
  • dispositivi e sistemi +2% (10 mld €), grazie a TV e dispositivi di nuova generazione;
  • servizi di rete -1,1% (9,23 mld €), per il calo della fonia e il rallentamento dei dati mobili.

Guardando all’intero 2025, le previsioni indicano:

  • servizi ICT +7,2% (18,6 mld €), trainato da cloud e AI;
  • contenuti e pubblicità digitale +5,3% (17,0 mld €);
  • software e soluzioni ICT +3,3% (9,8 mld €);
  • dispositivi e sistemi: +1,7% (20,6 mld €), in miglioramento grazie alla sostituzione tecnologica;
  • servizi di rete: -0,7% (18,3 mld €).

I servizi ICT sono, come emerge dall’analisi, il vero traino del mercato digitale italiano, con un tasso medio annuo previsto del +5,8% fino al 2028, come conseguenza della domanda di consulenza, l’integrazione e la gestione dei sistemi digitali.

H2. I digital enabler al centro della trasformazione

Il report individua nei cosiddetti digital enabler alcuni dei principali fattori di sviluppo del mercato. Tra questi spiccano:

  • cloud computing, con un valore di 8,6 miliardi di euro nel 2025 e una crescita media del +12%;
  • cybersecurity, pari a circa 2,3 miliardi di euro, anch’essa in crescita del +12%;
  • intelligenza artificiale, con un valore di 1,2 miliardi di euro e un incremento del +24,4%.

L’AI, in particolare, è il segmento più dinamico. La sua diffusione coinvolge un numero crescente di processi aziendali: dall’automazione al marketing, fino alla gestione e valorizzazione dei dati. Parallelamente, aumenta il ruolo di big data, IoT e piattaforme digitali, che contribuiscono allo sviluppo di modelli di business sempre più basati su dati, servizi e capacità di integrazione.


Dove si concentra la spesa digitale italiana?

Dal lato della domanda, se si considera il settore privato, banche, industria e telecomunicazioni & media rappresentano i comparti con i maggiori volumi di spesa ICT.

  • Le banche guidano la crescita: nel 2025 la spesa ICT supera gli 11 miliardi di euro ed è prevista in aumento con un tasso medio annuo del +5,2% fino al 2028.
  • Nell’industria la spesa raggiunge i 10,8 mld € nel 2025, mentre la crescita è prevista a un tasso annuo del +3,2% nel periodo 2025-2028.
  • Le telecomunicazioni e media toccano 8,9 mld € nel 2025 con una previsione di calo del volume di spesa a un tasso annuo del -1,9% fino al 2028.

Ai big spender si affiancano i segmenti con investimenti più contenuti ma pur sempre rilevanti, come:

  • assicurazioni e finanziarie con una spesa di 2,96 mld € nel 2025 e crescita annua prevista del +4,9% fino al 2028.
  • Il comparto travel & transportation raggiunge i 2,93 mld € nel 2025 con una crescita annua prevista del +4,2% fino al 2028.
  • La spesa ICT nelle utilities arriva a 2,48 mld € nel 2025 ed è prevista una crescita annua del +5% fino al 2028.
  • Nel retail gli investimenti ICT nel 2025 si assestano a 1,86 mld € e la crescita annua attesa è del +3,6% fino al 2028.

Nel complesso, dunque, emerge una crescita a velocità differenziata, con la finanza sempre più protagonista e altri settori in fase di adattamento.

Il settore pubblico resta un attore chiave della trasformazione digitale con 4,6 miliardi di euro di spesa ICT nella PA centrale e 2,3 miliardi nella PA locale. La crescita prevista, in questo caso, è rispettivamente del +6,1% e +4,7% annuo.

A dare slancio agli investimenti è stato il PNRR, che però attualmente ha già raggiunto un avanzamento significativo (oltre l’80% per la digitalizzazione della PA), sostenendo investimenti in cloud, interoperabilità dei dati, cybersecurity e servizi digitali ai cittadini. L’impatto futuro dipenderà dunque dalla capacità di completare i progetti e consolidare le competenze.


Quale è il futuro del digitale in Italia?

Il digitale in Italia è una componente trasversale dell’economia: dalla sanità all’industria, dalle utility ai servizi finanziari, tutte le filiere stanno aumentando la spesa in tecnologie avanzate.

Non mancano però delle criticità, come la carenza di competenze digitali avanzate, la forte dipendenza da fornitori esterni, il rallentamento fisiologico degli investimenti dovuto l’esaurimento dei fondi PNRR e l’adozione ancora limitata dell’AI nelle PMI. Tutti fattori che potrebbero ridurre la velocità di crescita nel medio periodo.

La sfida, ora, sarà dunque trasformare quanto fatto finora in un vantaggio competitivo strutturale. Se accompagnato da politiche industriali efficaci e da un rafforzamento delle competenze, il traguardo dei 91 miliardi entro il 2028 potrà rappresentare il segnale di una vera maturità digitale del Paese.

 

 

Niccolò Zuffetti Def
L'AUTORE
Niccolò Zuffetti

Head of Marketing, CRIBIS

Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.

Head of Marketing, CRIBIS

Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.

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