Sviluppo Business
Bar e pubblici esercizi nei centri storici: quasi 10 mila imprese in meno dal 2015
I pubblici esercizi nei centri storici sono in calo dal 2015. Analisi su bar, ristoranti, città italiane e trasformazione dell’offerta.
Negli ultimi dieci anni i centri storici italiani hanno subito una trasformazione profonda dal punto di vista della presenza di bar e pubblici esercizi, con serrande che si sono abbassate, locali che hanno cambiano identità, attività tradizionali che sono scomparse.
I dati dell’indagine FIPE-Confcommercio “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne, fotografano con precisione questa evoluzione: il settore ha perso quasi 10.000 imprese in un decennio, registrando una flessione complessiva del -3,7% rispetto al 2015.
Quanti bar e pubblici esercizi ci sono in Italia?
Nonostante il calo, i pubblici esercizi restano un pilastro della vita economica e sociale del Paese. In Italia operano oltre 262.000 imprese attive, con una presenza diffusa su tutto il territorio: solo il 2% dei comuni (162 in tutto) è privo di almeno un bar o ristorante.
La densità è significativa: un esercizio ogni 182 abitanti, segno di un modello ancora radicato nella quotidianità degli italiani. Dietro questa apparente stabilità si nasconde però un cambiamento strutturale: il settore non cresce più e mostra segnali di ridimensionamento.
Il segmento più colpito è quello dei bar, che rappresentano storicamente il cuore della socialità urbana. Secondo FIPE, in dieci anni si è registrata una perdita di circa 22.300 bar, pari a un calo del -18,2%.
Non si tratta solo di chiusure, ma anche di una trasformazione interna al settore: molti bar si sono riconvertiti in ristoranti o altre formule ibride.
Come sono cambiati bar, ristoranti e take away dal 2015?
In particolare, dal 2015 e il 2025 questo è stato l’andamento delle diverse tipologie:
- ristorazione con servizio + 9,8%, passando da 103.990 imprese a 114.178 (+10.188);
- ristorazione take away + 4,3%, passando da 32.999 realtà a 33.779;
- gelaterie e pasticcerie + 6%, passando da 13.401 esercizi a 14.203;
- bar -18,2%, passando da 123.171 esercizi a 100.807.
Cambia nel tempo anche la forma giuridica più diffusa fra le imprese del settore. Se nel 2015 le imprese individuali erano il 51,3%, le società di persone erano il 33,9% e le società di capitali il 13,8%, nel 2025 le imprese individuali scendono al 45,8%, le società di persone al 23,3% e le società di capitali salgono al 29,9%.
Andamento territoriale 2015-2025 di bar e pubblici servizi
L’andamento dei pubblici esercizi nei centri storici cambia sensibilmente da una città all’altra. Molti centri del Nord e del Centro registrano una riduzione delle attività, mentre diverse città del Mezzogiorno mostrano una crescita.
Le flessioni più rilevanti si osservano a:
- Trieste: 172 attività in meno, pari al -16%;
- Pisa: 114 imprese in meno, pari al -14,6%;
- Pesaro: 92 attività in meno, pari al -18,3%;
- Ancona: 78 imprese in meno, pari al -17%.
Nei centri storici di alcune città del Sud, invece, bar, ristoranti, take away, gelaterie e pasticcerie continuano ad aumentare:
- Napoli: 704 nuove attività, pari al +19,7%;
- Palermo: 163 imprese in più, pari al +8,7%;
- Bari: 76 nuove attività, pari al +5,8%;
- Taranto: 71 imprese in più, pari al +10,6%.
Questi dati evidenziano una trasformazione territoriale non uniforme, con dinamiche diverse in base alla struttura urbana, ai flussi turistici e alle caratteristiche del tessuto economico locale.
Come cambiano i consumi e l’offerta
Alla base di questa trasformazione c’è un mutamento nei comportamenti di consumo e nella sostenibilità economica di alcuni esercizi. Da un lato, i consumatori cercano soluzioni più rapide e accessibili. Dall’altro, gli imprenditori devono fare i conti con costi di gestione sempre più elevati, che rendono difficile sostenere modelli ad alta intensità di personale e spazi.
Nei centri storici delle grandi città, gli affitti elevati e il peso dei costi fissi, come la Tari, mettono sotto pressione soprattutto le attività tradizionali. In questo contesto, i format più piccoli, flessibili e con una struttura dei costi più contenuta risultano spesso più competitivi.
La perdita di quasi 10.000 imprese non va quindi interpretata soltanto come un arretramento del settore, ma anche come il segnale di una fase di transizione. I pubblici esercizi stanno cambiando forma, con la diffusione di nuovi format e una crescente polarizzazione tra imprese strutturate e microattività.
In questo contesto, la capacità di adattarsi diventa decisiva, così come la possibilità di ripensare il modello di business, l’offerta e il posizionamento.
Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di trovare un nuovo equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dell’offerta e ruolo sociale dei locali. Perché bar e ristoranti non sono solo attività commerciali, ma veri e propri presidi di vita urbana.
L'AUTORE
Mauro Cortesi
Top Customer Consulting Manager, CRIBIS
Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
Top Customer Consulting Manager, CRIBIS
Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
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