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Il sistema moda contribuisce per il 5% al PIL nazionale e impiega oltre 1,2 milioni di addetti
Nonostante una fase non facile a causa della congiuntura economica e geopolitica, la moda rimane un sistema cruciale per l’economia italiana. Scopri di più.
La moda italiana è da sempre un simbolo di qualità, creatività, artigianalità e identità culturale. Oggi però il settore si trova ad affrontare una fase non certo facile: la congiuntura economica e la situazione geopolitica pesano, infatti, anche su questo fondamentale comparto.
Fatturato, export e saldo commerciale della moda Made in Italy
Il momento delicato che la moda italiana sta attraversando è testimoniato dai numeri. Secondo il report Fashion Economic Trends della Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) si segnala un calo di fatturato nel primo semestre del 2025 con un -4,3% (-4,5% nei settori “core”, -3,5% in quelli collegati). Calano anche le esportazioni (-5,5% nei primi cinque mesi 2025), mentre le importazioni crescono.
Nonostante ciò, il saldo commerciale, ovvero la differenza tra il valore totale delle esportazioni e quello delle importazioni, resta positivo, anche se in contrazione rispetto al 2024. Le prospettive di CNMI restano positivo sul futuro, prevedendo per il 2026 una moderata ripresa, grazie a un graduale aumento delle esportazioni e la stabilizzazione dei costi produttivi.
Il settore moda rimane uno dei più rilevanti nell’economia italiana
I dati evidenziano un periodo di stallo di un settore che ha un peso rilevante sull’economia del Paese. In base all’analisi “Il settore Moda tra sfide e opportunità: quale futuro attende il Made in Italy?” di CDP, pubblicata a fine dicembre 2024, il sistema moda:
- contribuisce per circa il 5,1% al PIL nazionale
- genera un valore aggiunto di 75 miliardi di euro
- vede esportazioni che sfiorano nel 2023 i 65 miliardi (il 10% dell’export totale nazionale, con oltre il 55% diretto verso Paesi extra-UE).
- impiega oltre 1,2 milioni di addetti (5,8% del totale).
L’importanza del segmento è data anche dal fatto che l'Italia è il primo produttore mondiale di alta moda. Del resto, il 29% dei fornitori dei grandi gruppi europei della moda e due terzi dei brand del lusso producono in Italia.
Il valore aggiunto del sistema moda è generato in tutte le fasi di produzione, trasporto e vendita dei prodotti:
- Quasi il 40% del valore aggiunto totale di filiera è prodotto dai settori che possono essere definiti “core”, ovvero lavorazioni tessili, fabbricazione di articoli in pelle e confezione di capi d’abbigliamento;
- Il 34% arriva della vendita all’ingrosso e al dettaglio;
- Le lavorazioni a monte incidono per circa il 9%;
- La fabbricazione di accessori e materiali per il packaging per quasi l’8%;
- La rimanente quota del valore aggiunto prodotto (9%) riguarda trasporto, controllo qualità, organizzazione eventi e altri servizi.
H2. La puntualità dei pagamenti nel settore della moda in Italia
Alla luce dell’importanza del comparto per l’Italia, siamo andati ad analizzare le abitudini di pagamento del settore moda, concentrandoci su Abbigliamento e accessori. L’analisi si è concentrata su circa 188.700 aziende così distribuite:
- Industria e produzione (68 mila imprese circa, ovvero il 36,2% del totale);
- Commercio all’ingrosso (18 mila realtà circa, il 9,7%);
- Commercio al dettaglio (101.900 aziende, corrispondenti al 54%).
A livello territoriale, la distribuzione delle aziende considerate non è omogenea. Le realtà del comparto si concentrano principalmente in Campania (15,7%), Toscana (13,3%), Lombardia (13,2%).
All’interno delle tre categorie, le aziende più puntuali al Q2 2025 sono quelle che del comparto Industria e produzione con il 52,4% dei pagamenti puntuali e il 2,8% dei ritardi oltre i 90 giorni. Nel Commercio all’ingrosso la puntualità è al 41,9% e i grandi ritardi al 4,5%. Mentre nel Commercio al dettaglio la puntualità scende al 38,4% e i grandi ritardi salgono a 6,2%.
I dati sono in miglioramento rispetto al Q2 2024: in tutte e tre le categorie nel Q2 2025 la percentuale di aziende puntuali è cresciuta e i grandi ritardi sono scesi. Non mancano le differenze a livello territoriale: le aziende del Nord si confermano le più affidabili, mentre al Sud e nelle Isole le percentuali di puntualità sono più basse.
All’interno della categoria Industria e Produzione, le Industrie Tessili (55,4%) spiccano per puntualità, seguite dalle Industrie della pelle (54,4%) e di Abbigliamento e altri prodotti tessili (49,2%).
Nel Commercio all’ingrosso si distingue per puntualità il comparto Calzature (47,9%), mentre nel Commercio al dettaglio spiccano Accessori per abbigliamento e indumenti intimi femminili (55,3%), Abbigliamento per donna (52,6%), Pelliccerie (51,1%), Articoli e accessori per abbigliamento (50,2%), che si dimostrano più puntuali rispetto alla media nazionale (44%).
Quanto ai tempi medi di pagamento, nel comparto Industria e produzione sono di 63 giorni, sostanzialmente in linea i 62 giorni del Commercio all’ingrosso, mentre nel Commercio al dettaglio raggiungono addirittura 82 giorni. Un dato allarmante se si considera che la media italiana al Q2 2025 è di 65 giorni.
Il settore moda deve sapersi rinnovare per continuare a competere
Il Made in Italy ha costruito il suo prestigio sulla qualità artigianale e la creatività, ma il futuro chiede un’evoluzione anche a chi opera in questo mercato.
Una delle più gradi sfide del sistema moda è legata alla sostenibilità e alla responsabilità sociale. Con il 76% dei consumatori di lusso attenti a marchi eticamente impegnati, il settore è chiamato a rispondere alle richieste dei clienti e a rispettare normative sempre più stringenti. In questo contesto, mentre i grandi gruppi si sono già attivati da tempo sui temi ESG, le PMI hanno ancora molto da fare.
Un’altra sfida evidenziata messa in luce dal report di CDP riguarda il consolidamento, dal momento che oltre il 79% delle aziende è rappresentato da micro, piccole e medie imprese. Infine, resta il grande tema dell'innovazione visto che l'Italia, pur avendo fatto molto negli ultimi anni. sconta ancora un gap di competenze digitali e un certo ritardo rispetto alla transizione digitale e tecnologica.
Per le imprese della moda italiana sarà dunque cruciale prendere atto che attualmente il contesto globale premia, accanto all’estetica, anche l’efficienza, l’innovazione e la sostenibilità.
Solo muovendosi in questa direzione il sistema moda potrà non solo resistere ai periodi di incertezza, ma crescere e tenere alto il prestigio dell’Italia nell’economia globale.
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L'AUTORE
Mauro Cortesi
Top Customer Consulting Manager, CRIBIS
Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
Top Customer Consulting Manager, CRIBIS
Responsabile del team di consulenza dedicato al mercato Corporate, ha consolidato un’ampia esperienze nel settore della business information con un approccio consulenziale volto all’analisi e alla valorizzazione dei dati all’interno dei processi aziendali. Coordina team che supportano le aziende nell’ottimizzazione della gestione del credito, procurement, marketing e ESG, favorendo l’integrazione tra sistemi informativi aziendali per migliorare l’efficienza operativa. Grazie ad un approccio orientato all’innovazione, aiuta le organizzazioni a trasformare le informazioni in strumenti decisionali efficaci, ottimizzando i processi e le strategie di gestione dei rischi con l’obiettivo di trasformare i dati in un vantaggio competitivo.
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