Sostenibilità
Gli italiani chiedono alle aziende maggiore trasparenza e impegno sulla sostenibilità
Secondo recenti indagini, cresce tra gli italiani il desiderio di maggior impegno e trasparenza da parte delle aziende sulla sostenibilità economica e sociale.
Negli ultimi anni le imprese si stanno confrontando con crescenti aspettative in termini di impegno verso la sostenibilità ambientale, sociale e di governance da parte degli stakeholder. Un impegno che deve essere concreto e adeguatamente comunicato.
Tant’è vero che da un’indagine condotta da YouTrend e presentata alla ESG Community di Cassa Depositi e Prestiti a dicembre 2025 durante l’evento Road to ECHI 2026 emerge con forza una richiesta esplicita da parte dei consumatori italiani: avere maggiori informazioni e messaggi più chiari sulle azioni in ambito ESG intraprese dalle aziende.
Cresce la domanda di trasparenza da parte degli italiani
Secondo i dati YouTrend, il 63% degli italiani ritiene, infatti, che le aziende debbano aumentare la comunicazione sulle proprie iniziative di sostenibilità. Questo risultato indica come gli italiani siano attenti alle tematiche ESG e desiderosi di comprendere come e perché le imprese agiscono in questa direzione e quali benefici ne scaturiscono per l’ambiente e la collettività.
La stessa ricerca evidenzia che parlare di sostenibilità in senso astratto non è una scelta vincente. In particolare, il 77% chiede narrazioni orientate alle soluzioni, il 61% rifiuta messaggi che puntano su paure o catastrofi preferendo un linguaggio più positivo e inclusivo. Inoltre, più della metà degli intervistati (56%) auspica una comunicazione pragmatica, lontana da linguaggi ideologici e incentrata sulla concretezza.
L’indagine ha analizzato anche il livello di comprensione dei termini legati alla sostenibilità. La conoscenza è elevata per termini come “filiera sostenibile”, “transizione ecologica” e “decarbonizzazione”, ma c’è poca familiarità con parole come ESG, CSR e Green Deal.
Si richiede più impegno alle aziende verso la sostenibilità
L’attenzione degli italiani alla sostenibilità emerge anche dai risultati dello studio “Rilanciare la responsabilità d’impresa attraverso la concretezza” di Ipsos da cui emerge che il 77% degli italiani ritiene che le aziende non prestino sufficiente attenzione alle tematiche ambientali e che possano fare di più per informare e coinvolgere i cittadini sulle proprie strategie ESG.
Non solo, ben il 64% degli italiani ritiene giusto che le aziende si espongano su tematiche sociali, il 52% dichiara che non acquisterebbe prodotti o servizi da aziende che prendono posizioni non condivise e il 47% ha già smesso di comprare marchi che non li convincono sul piano valoriale e comportamentale.
Lo studio tratteggia un tessuto imprenditoriale eterogeneo con una minoranza, pari al 15%, che può essere considerata pienamente orientata alla sostenibilità ambientale o “green core”, grazie agli investimenti rilevanti fatti e alle certificazioni ottenuto, un ulteriore 35% ha già avviato iniziative di riduzione dell’impatto ambientale ma riconosce la necessità di fare di più. Insieme, queste realtà rappresentano circa la metà delle imprese italiane e costituiscono il motore più dinamico del cambiamento. L’altro 50% delle aziende risulta più indeciso rispetto al proprio percorso green.
Qual è l’approccio della popolazione italiana verso i temi della sostenibilità?
Questa diversità nell’approccio alla transizione ecologica emerge anche tra i consumatori, con una parte della popolazione sempre più attiva e un’altra più lontana dai temi della sostenibilità. Lo studio Ipsos ha identificato quattro profili di cittadini-consumatori:
- i Sostenitori convinti (26%), che consapevoli dell’importanza della sostenibilità modificano concretamente le proprie abitudini;
- gli Aperti ma incerti (41%), che pur consci di quanto la sostenibilità sia un tema fondamentale faticano a tradurre questo loro sentire in azioni e comportamenti;
- gli Scettici (18%), che guardano con sospetto le iniziative green;
- gli Indifferenti (15%), che non si sentono direttamente coinvolti né responsabili.
Su un punto il consenso appare ormai consolidato: la sostenibilità non viene più letta esclusivamente in chiave ambientale. Dimensione ambientale, sociale e di governance sono considerate tre pilastri ormai bilanciati, con livelli di priorità molto simili tra loro: 35% il fattore ambientale, 34% quello sociale, 31% la governance.
Guardando alle urgenze, gli italiani indicano in cima alla lista la necessità di garantire retribuzioni adeguate e contrastare l’evasione fiscale, seguite dalla riduzione dell’inquinamento, dalla lotta alla povertà e dalle politiche per un sistema sanitario equo e accessibile. Nel complesso, i consumatori si percepiscono già fortemente attivi su questi temi: una larga maggioranza (72%) sostiene di impegnarsi in prima persona, ogni giorno, per la tutela dell’ambiente.
I consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità: cosa significa per le aziende?
Sulla base di emerso in queste indagini, diventa ormai chiaro come per le aziende italiane, la richiesta di maggiore comunicazione sulle iniziative ESG rappresenti un’importante leva strategica per costruire fiducia, attrarre clienti e dialogare con gli stakeholder più esigenti sul tema della sostenibilità.
In un mercato in cui gli investitori integrano sempre più criteri ESG nelle decisioni finanziarie e i consumatori mostrano preferenze di acquisto legate alla responsabilità sociale delle imprese, comunicare bene può trasformarsi in un vantaggio competitivo.
Inoltre, la capacità di tradurre report tecnici, certificazioni e pratiche operative in messaggi comprensibili per il grande pubblico può aiutare a colmare il gap tra la percezione dei consumatori e le azioni reali delle aziende, favorendo un confronto costruttivo sulla transizione ecologica.
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L'AUTORE
Fiorenza Orsitto
ESG Business Manager, CRIBIS
Fiorenza Orsitto, dopo anni di esperienza nel mondo della consulenza direzionale Banking & Finance, entra a far parte del settore delle Business Information con particolare attenzione a progettualità complesse dedicate a grandi realtà italiane. In CRIBIS attualmente ricopre il ruolo di ESG Business Manager coordinando il team di ESG Solutions al fine di dare alle imprese strumenti per supportare il proprio processo di transizione sostenibile e valutare le performance ESG proprie e dell’intera catena del valore.
ESG Business Manager, CRIBIS
Fiorenza Orsitto, dopo anni di esperienza nel mondo della consulenza direzionale Banking & Finance, entra a far parte del settore delle Business Information con particolare attenzione a progettualità complesse dedicate a grandi realtà italiane. In CRIBIS attualmente ricopre il ruolo di ESG Business Manager coordinando il team di ESG Solutions al fine di dare alle imprese strumenti per supportare il proprio processo di transizione sostenibile e valutare le performance ESG proprie e dell’intera catena del valore.
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