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Liquidazioni giudiziali in Italia in calo nel Q2 2026, ma crescono nel semestre

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Liquidazioni giudiziali in Italia in calo nel Q2 2026, ma crescono nel semestre

Nel secondo trimestre del 2026 il sistema produttivo italiano mostra una diminuzione sul fronte delle crisi d’impresa. Secondo l’Osservatorio di CRIBIS, infatti, tra aprile e giugno 2026, si sono registrate 2.645 liquidazioni giudiziali, in calo del 2,5% rispetto alle 2.712 dello stesso periodo del 2025.

 

Come sono cambiate le liquidazioni giudiziali negli ultimi anni?

La flessione su base annua va letta con cautela: se si considerano i primi sei mesi dell’anno le procedure sono state 5.530, in crescita del 9,4% rispetto al primo semestre 2025.

Non solo, il confronto con gli anni precedenti evidenzia un aumento: rispetto al secondo trimestre 2024 le procedure risultano in crescita del 15,4% (2.292), al Q2 2023 del 29,8% (2.037) e al Q2 2022 del 29,7% (2.039).

Il dato è invece in netto miglioramento se si considerano il Q2 2013 (3.640, -27,1%), il Q2 2014 (4.190, -36,9%), il Q2 2015 (3.777, -30%), il Q2 2016 (3.740, -29,3%). Andando ancora più a ritroso si conferma una contrazione delle liquidazioni giudiziali rispetto al Q2 2010 (2.893, -8,6%) e al Q2 2011 (3.315, -30,3%).

 

In quali regioni ci sono state più liquidazioni giudiziali?

Dal punto di vista territoriale, il fenomeno si concentra in Lombardia, Lazio e Campania che guidano la classifica con il 44,3% delle liquidazioni complessive.

Nel dettaglio:

  • Lombardia: 496 casi (18,8% del totale)
  • Lazio: 423 casi (16%)
  • Campania: 253 casi (9,6%)

Seguono:

  • Toscana (219),
  • Veneto (192),
  • Piemonte (180) ed Emilia-Romagna (179),

mentre le regioni con minore incidenza sono:

  • Valle d’Aosta (1),
  • Basilicata (7),
  • Molise (10) e Trentino-Alto Adige (24).

La distribuzione geografica riflette la maggiore densità imprenditoriale delle regioni ed evidenzia come anche i territori economicamente più dinamici non siano immuni dalle difficoltà legate allo scenario macroeconomico.

 

Il commercio resta il settore più colpito dalle liquidazioni

L’analisi settoriale conferma che il Commercio è il comparto più colpito, con 835 liquidazioni giudiziali nel trimestre (1.689 nel semestre), seguito da:

  • Servizi 602 casi (1.272 nel semestre)
  • Edilizia 550 casi (1.125 nel semestre)
  • Industria 433 casi (921 nel semestre)


Rispetto al primo trimestre del 2026 tutti i macrosettori registrano una riduzione del numero di procedure, ma le imprese continuano a confrontarsi con margini compressi, difficoltà nella gestione della liquidità e un contesto di domanda incerto.

 

Sono aumentati i concordati preventivi nel 2026?

Accanto alle liquidazioni, si osserva un aumento dei concordati preventivi, pari a 132 nel trimestre, in crescita rispetto ai 129 del Q2 2025.

Nel complesso, nei primi sei mesi dell’anno i concordati raggiungono quota 286, segnando un netto aumento se si considerano i 222 casi del primo semestre 2025.

Interessante inoltre notare come dal 2020 si è assistito a un continuo aumento dei concordati: erano 93 nel Q2 2020, 125 nel Q2 2021, 79 nel Q2 2022, 89 nel Q2 2023, 94 nel Q2 2024.

 

Crisi d’igestione dei rischimpresa: dati centrali nella 

L’andamento delle liquidazioni e dei concordati va interpretato alla luce di una fase di normalizzazione dopo gli anni di interventi straordinari conseguenti all’emergenza Covid. Le fragilità emergono oggi in modo più selettivo, colpendo soprattutto le imprese meno strutturate o con maggiore esposizione finanziaria.

In questo contesto, la gestione del rischio di credito resta al centro delle strategie aziendali. L’accesso a informazioni aggiornate sui comportamenti di pagamento e l’utilizzo di strumenti avanzati di analisi diventano leve fondamentali per prevenire situazioni di insolvenza e orientare le decisioni commerciali.

Nei prossimi mesi sarà importante capire se il rallentamento delle liquidazioni rappresenta l’inizio di una stabilizzazione o solo una pausa temporanea in un ciclo ancora critico. Quel che è certo è che in uno scenario di incertezza, la capacità delle imprese di leggere i segnali di rischio e agire tempestivamente farà sempre più la differenza nel prevenire situazioni di crisi.

 

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Lutrino Tiziana
L'AUTORE
Tiziana Lutrino

Business Intelligence Coordinator, CRIBIS

In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.

Business Intelligence Coordinator, CRIBIS

In CRIBIS dal 2009, ha maturato competenze avanzate in market analysis, direct marketing e lead generation. La sua esperienza include marketing strategy, market research e marketing communications, con un focus su data analysis, business analysis e reporting. Specializzata in analisi quantitativa e statistica dei dati, utilizza strumenti come SAS, SPSS, Microsoft CRM e Business Objects per supportare strategie di segmentazione, CRM e database management. Oggi si occupa di business intelligence, con particolare attenzione all’analisi dei dati, reporting e analisi di mercato; utilizza strumenti avanzati per ottimizzare i processi decisionali e supportare strategie di business basate sui dati.

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