Supply Chain Compliance, Sostenibilità
Come mitigare i rischi ESG nella supply chain
Come identificare i rischi ESG nella supply chain, valutare i fornitori e monitorarne la sostenibilità con Synesgy di CRIBIS.
Veri e propri fattori critici per garantire continuità operativa, compliance normativa e sostenibilità del business nel lungo periodo, i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) negli ultimi anni sono diventati un elemento centrale nella gestione della filiera, per questo motivo mitigare i rischi ESG nella supply chain è sempre più cruciale.
Perché è importante monitorare i rischi ESG nella supply chain?
Monitorare i rischi ESG nella supply chain permette alle aziende di individuare criticità ambientali, sociali e di governance che possono compromettere continuità operativa, compliance normativa e reputazione.
Le catene di fornitura sono sempre più globali, articolate e interconnesse. Questo aumenta l’esposizione a rischi che possono originarsi anche da fornitori indiretti o difficilmente monitorabili.
A rendere indispensabile il monitoraggio dei rischi ESG nella supply chain, ci sono inoltre fattori come:
- la crescente pressione normativa (es. direttive europee sulla sostenibilità);
- la maggiore attenzione da parte di investitori e stakeholder;
- l’importanza di limitare danni reputazionali;
- la necessità di garantire continuità operativa.
In questo contesto affidarsi esclusivamente a valutazioni occasionali o autodichiarazioni dei fornitori espone le aziende a criticità significative.
Quali sono i principali rischi ESG nella supply chain?
- Rischi ambientali (Environmental): emissioni, gestione dei rifiuti, consumo di risorse, mancato rispetto delle normative ambientali ed esposizione ai rischi climatici.
- Rischi sociali (Social): violazioni dei diritti dei lavoratori, condizioni di lavoro inadeguate e assenza di politiche su diversità e inclusione.
- Rischi di governance (Governance): scarsa trasparenza aziendale, corruzione, pratiche non etiche e insufficienza dei controlli interni. Questi rischi possono tradursi in interruzioni della supply chain, sanzioni legali e danni reputazionali difficili da recuperare.
Per gestire in modo efficace la filiera, è fondamentale identificare le aree di rischio più rilevanti.
Come mitigare i rischi ESG
Le funzioni direttamente interessate dalla gestione dei rischi ESG nella catena di approvvigionamento sono il reparto acquisti e il risk management.
Per procurement e risk manager, la mitigazione dei rischi ESG passa attraverso tre azioni fondamentali:
- definizione di criteri di valutazione chiari, stabilendo parametri oggettivi per valutare i fornitori, basati su indicatori ESG standardizzati, certificazioni e compliance normativa e politiche aziendali documentate;
- classificazione dei fornitori, dal momento che segmentare i fornitori in base al livello di rischio consente di identificare le priorità di intervento, concentrare le risorse sui partner più critici e migliorare la qualità complessiva della filiera;
- attivazione di controlli periodici, il monitoraggio deve essere continuo e non episodico e deve basarsi sull’aggiornamento costante delle informazioni, la verifica delle performance ESG nel tempo e la gestione proattiva delle criticità.
L’obiettivo è passare da un approccio reattivo a uno preventivo, grazie a dati aggiornati e affidabili.
Synesgy: la soluzione di CRIBIS per il controllo ESG della filiera
Per rispondere a queste esigenze, le aziende possono adottare strumenti digitali avanzati come Synesgy, la soluzione sviluppata da CRIBIS per la valutazione della sostenibilità delle imprese della filiera.
Synesgy è una piattaforma globale che consente di raccogliere, analizzare e monitorare le informazioni ESG dei fornitori, permettendo così di misurare l’impegno delle aziende della filiera e verso i temi ambientali, sociali e di governance.
Con Synesgy è possibile:
- verificare il livello di sostenibilità dei partner;
- ottenere score ESG comparabili;
- monitorare nel tempo le performance;
- gestire i rischi lungo la supply chain.
La raccolta e la gestione delle informazioni sulla sostenibilità della catena di fornitura avvengono attraverso self-assessment ESG comprensivo di valutazione, benchmark e indicazioni sul piano di sviluppo da intraprendere.
L’ESG assessment, semplice da complicare e in linea con gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) approvati dalla Commissione Europea, è stato pensato in particolare per le aziende micro e piccole che rappresentano la gran parte delle supply chain delle imprese italiane, perché il monitoraggio dei rischi ESG non deve e non può essere rilegato alle sole grandi e medie imprese.
A quali funzioni aziendali è utile
Uno strumento utile diverse funzioni aziendali, a partire dal procurement, consentendo la qualifica e selezione dei supplier, l’integrazione dei criteri ESG nei processi di acquisto e il miglioramento della trasparenza della filiera.
Al risk management è di supporto nell’identificazione e mitigazione dei rischi ESG, nel monitoraggio continuo dei fornitori e nel supporto alla compliance normativa.
A beneficiarne sono poi i sustainability e corporate social responsibility manager per ciò che concerne la raccolta e gestione dei dati ESG, il reporting e rendicontazione e l’allineamento agli standard internazionali.
Alla direzione aziendale permette inoltre di avere una visione strategica sulla sostenibilità della filiera, di intervenire a protezione della reputazione aziendale e nel supporto alle decisioni di lungo periodo.
Quali bisogni soddisfa
Synesgy consente alle aziende di:
- ridurre il rischio reputazionale
- garantire conformità alle normative ESG
- migliorare la resilienza della supply chain
- automatizzare la raccolta e l’analisi dei dati ESG.
In questo modo, diventa uno strumento chiave per trasformare la sostenibilità in un elemento concreto di governance e controllo.
Quali vantaggi si ottengono
I vantaggi dell’uso di Synesgy sono molteplici:
- migliora la sostenibilità della filiera;
- accresce la trasparenza lungo tutto il processo produttivo con parametri coerenti con le normative internazionali;
- accredita la filiera verso il mercato, istituti di credito e investitori;
- permette di disporre di dashboard aggregate e score ESG utili nella prevenzione dei rischi di supply chain.
Gestione della filiera come vantaggio competitivo
Mitigare i rischi ESG nella supply chain è ormai una necessità strategica. Procurement, risk manager e C-level hanno oggi la responsabilità di integrare criteri di sostenibilità nei processi decisionali, proteggendo l’azienda sotto il profilo reputazionale, normativo e operativo.
Grazie a soluzioni come Synesgy, è possibile affrontare questa sfida con strumenti concreti, basati su dati affidabili e aggiornati, trasformando la gestione della filiera in un vantaggio competitivo.
Valuta e monitora la sostenibilità della tua filiera con Synesgy.
L'AUTORE
Fiorenza Orsitto
ESG Business Manager, CRIBIS
Fiorenza Orsitto, dopo anni di esperienza nel mondo della consulenza direzionale Banking & Finance, entra a far parte del settore delle Business Information con particolare attenzione a progettualità complesse dedicate a grandi realtà italiane. In CRIBIS attualmente ricopre il ruolo di ESG Business Manager coordinando il team di ESG Solutions al fine di dare alle imprese strumenti per supportare il proprio processo di transizione sostenibile e valutare le performance ESG proprie e dell’intera catena del valore.
ESG Business Manager, CRIBIS
Fiorenza Orsitto, dopo anni di esperienza nel mondo della consulenza direzionale Banking & Finance, entra a far parte del settore delle Business Information con particolare attenzione a progettualità complesse dedicate a grandi realtà italiane. In CRIBIS attualmente ricopre il ruolo di ESG Business Manager coordinando il team di ESG Solutions al fine di dare alle imprese strumenti per supportare il proprio processo di transizione sostenibile e valutare le performance ESG proprie e dell’intera catena del valore.
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